-DI LUCA MULLANU

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Cosa si vota:

In Europa saranno coinvolti oltre mezzo miliardo di cittadini europei, ma in Italia si voterà anche per eleggere i sindaci di oltre 4mila comuni (in questo caso saranno consegnate due schede, una per le comunali, una per le europee). Il voto delle europee porterà all’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo, ma sarà importante perché porterà alla designazione del nuovo Presidente della Commissione europea, dell’esecutivo comunitario, del presidente del Consiglio Ue e del capo della diplomazia. In ben 28 Paesi si voterà, dunque, per eleggere il nuovo Europarlamento che resterà in carica per la legislatura 2014-2019. Tra i primi importanti appuntamenti, a giugno i nuovi rappresentanti saranno impegnati ad eleggere il loro nuovo presidente e 14 vicepresidenti.

Il 25 maggio si voterà dalle 07:00 alle 23:00, l’Italia eleggerà 73 eurodeputati in cinque circoscrizioni, così suddivisi:

Italia nord occidentale (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia): 20 seggi
Italia nord orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna): 14 seggi
Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio): 14 seggi
Italia meridionale (Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria): 17 seggi
Italia insulare (Sicilia, Sardegna): 8 seggi.

Come si vota:

Gli elettori avranno davanti a sé una scheda di diverso colore per circoscrizione, all’interno della quale saranno contenute tutte le liste ammesse alle elezioni, affiancate da tre linee sulle quali è possibile esprimere le preferenze. Si traccia una X sul simbolo della lista che si vuole sostenere e, a fianco, sarà possibile esprimere la propria preferenza nei confronti di massimo 3 candidati. Sarà presente l’alternanza di genere, quindi si potranno votare 2 uomini, così come 2 donne, ma, nel caso in cui si volesse esprimere una terza preferenza, quest’ultima dovrebbe necessariamente andare al candidato/a di sesso opposto rispetto agli altri due.

Chi sono i candidati alla Presidenza della Commissione europea

Quest’anno, dunque, per la prima volta si eleggerà il Presidente della Commissione europea, “this time is different”, esclamano le istituzioni europee per sottolineare l’importanza di queste elezioni. Questa affermazione è la conseguenza dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel 2009, all’interno del quale si sancisce che il presidente della Commissione e l’esecutivo devono essere nominati dai governi “tenendo in conto i risultati delle elezioni” e “dopo aver consultato” il Parlamento europeo. Insomma, la grande novità consiste nella scelta diretta da parte dei popoli europei della guida del governo dell’Europa (ruolo ricoperto, oggi, da José Manuel Barroso).

I candidati sono sei, in Italia non tutti i partiti ne appoggeranno uno, come il Movimento 5 Stelle che non ha stretto alleanze a livello europeo. Mentre altri partiti euroscettici, che però sono all’interno del gruppo europeo di estrema destra Efa, hanno deciso di non candidare nessuno nonostante la presenza di Marine Le Pen.

Al netto di queste eccezioni, conosciamo i sei candidati:

Martin Schulz (Pse – Partito Socialista Europeo)

Martin Schulz è il candidato del Pse, gruppo europeo che riunisce i partiti della “sinistra moderata” e sarà sostenuto, in Italia, dal Partito Democratico, che è parte del gruppo. Schultz è un esponente del Spd tedesco, che, dopo le ultime elezioni politiche, ha costruito un governo di larghe intese con il partito della Merkel. Propone un’Europa più democratica che possa concentrarsi sulla crescita.

Alexis Tsipras (Sinistra, Gue)

Quarantenne greco, attuale leader di Syriza, il partito della sinistra radicale greca che in patria conta il 30% dei consensi, è il candidato alla presidenza per il gruppo Gue-Ngl, che riunisce i partiti della sinistra radicale e comunista che si è opposto fortemente all’austerity. In Italia viene sostenuto dalla lista “L’Altra Europa con Tsipras”, che riunisce intellettuali come Barbara Spinelli e Curzio Maltese, ma anche Sel e Prc. Propone un’Europa fondata sull’idea di Altiero Spinelli, che superi “la notte nera del neoliberismo”, concentrandosi sui diritti. Lo slogan è: #primalepersone.

Jean Claude Junker (Ppe – Partito Popolare Europeo)

Junker è il candidato del Ppe e, in Italia, è appoggiato da Forza Italia, Nuovo Centrodestra e Udc (gli ultimi due hanno formato una sola lista per questa tornata elettorale). Ex presidente dell’Eurogruppo, è uno dei nomi forti del Ppe, è originario dal Lussemburgo, ha posizioni cristiano-democratiche, ma sostanzialmente conservatrici, non oppone critiche alla gestione della crisi economica, propone di coordinare meglio l’azione politica. Punta ad abbattere il debito pubblico attraverso il taglio alla spesa. Non prevede alcun cambio di linea.

Guy Verhofstadt (Alde)

Tranquilli, non dovrete scrivere il suo nome sulla scheda elettorale, è prestampato. E’ il candidato dell’Alleanza dei democratici e liberali per l’Europa, gruppo che non si sente rappresentato dal Ppe. Al suo interno ci sono partiti d’ispirazione liberista e di centro. In Italia è sostenuto da Scelta Europea, lista elettorale formata da Scelta Civica, Centro Democratico e Fare per Fermare il Declino. Fortemente europeista, propone gli Stati Uniti d’Europa, ma senza grossi cambiamenti nelle scelte economiche fino ad ora compiute.

José Bové e Ska Keller (Verdi)

Non è un unico nome, ne sono due, perché i Verdi, dopo il pareggio alle primarie online, hanno scelto di rispettare le indicazioni dei propri iscritti. Il primo è un personaggio che viene dal mondo no-global, contro gli ogm, la seconda è il nome forte dei Verdi in Germania. In Italia sono sostenuti da “Green Italia Verdi Europei”. D’ispirazione ambientalista, propongono un’Europa più sostenibile.

 

Insomma, stavolta le elezioni europee saranno decisive, pertanto il voto espresso dai cittadini sarà maggiormente determinante rispetto al passato. Chi sarà a capo dell’Esecutivo europeo non sarà più “l’uomo calato dall’alto”, ma verificato dal basso tramite elezioni democratiche. Un bel cambiamento, soprattutto per un Paese come il nostro che ha vissuto con la paura costante di sentirsi ripetere il leit motiv “ce lo chiede l’Europa”. Saranno i cittadini ad indirizzare le politiche economiche, istituzionali ed estere, perciò si faccia buon uso di questo importante diritto che è il voto.