g– DI DOMENICO LONGO
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Questo uno dei tanti post della pagina facebook associata a Beppe Grillo. Per analizzare, brevemente e senza elementi di scuola, che non ho, il metodo comunicativo del m5s credo possa essere preso adeguatamente ad esempio.

I toni della comunicazione non sono quelli normali, di chi si ripropone di fare informazione, l’enfasi è esagerata, il parlamentare grillino è sempre accompagnato da aggettivazione che lo rappresenta in maniera esaltante. L’avversario sempre “zittito”, “sbugiardato” o, molto più spesso, “asfaltato”. Poi il link, che fatalmente rimanda a quello che ufficialmente dovrebbe essere un aggregatore di notizie dalla rete, ma che ormai è organo politico a tutti gli effetti. Il sito “tzetze”, i cui credits -e non è un caso- sono in mano alla Casaleggio e Associati, partner di Beppe Grillo nell’operazione “movimento 5 stelle”. In alternativa ci si rifà a “La Fucina”, sito gemello, sia nelle intenzioni dichiarate (aggregatore di notizie) che in quelle effettiva. Non a caso, in quella pagina, i credits appartengono a Davide Casaleggio, che non è omonimo ma figlio, di Gianroberto, dell’omonima “e Associati” di cui sopra.

E “La Fucina”, in particolare, prende il posto del blog “cadoinpiedi” che fino all’anno scorso svolgeva più o meno le stesse funzioni. Il motivo della scomparsa di quella pagina nella linkosfera grillina è presto spiegato. Quella pagina è gestita dalla casa editrice “chiarelettere”, del gruppo Mauri Spagnol. Ed a Settembre Mauri Spagnol ha deciso di interrompere il lavoro di collaborazione con Gianroberto Casaleggio.

Ma torniamo alla foto che ho scelto per questo articolo. Cliccandoci si vede che è riferito ad un passaggio TV che vedeva contrapposte una capolista alle prossime europee, e una parlamentare nazionale di spicco del m5s. Sul perché il m5s non mandi nei confronti elettorali gli omologhi candidati del m5s ne ho già scritto, quindi sorvoliamo. Durante il dibattito, ad “Uno Mattina”, questa è la frase che avrebbe zittito Bonafè. La riporta lo stesso articolo di tzetze:
Gli 80 euro non esistono, non ci sono le coperture, lo dicono i funzionari del Senato. La via del cambiamento passa attraverso la lotta alla corruzione, che il Governo non ha mai fatto. La corruzione costa al Paese 60 miliardi. Il 50% di tutta l’Unione Europea. Crediamo che sia giunto il momento di andare a prendere i soldi là dove sono e non chiedere agli italiani di tirare la cinghia esclusivamente per riempire le tasche agli attuali politici”.
Al netto delle preferenze politiche di chiunque (che non sia grillino) non c’è nulla di così fantastico, né di sbugiardante. Sono normali obiezioni da campagna elettorale, peraltro, ma è anche colpa del conduttore, fuori dal contesto “elezioni Europee”. Se poi volessimo approfondire, dal momento che il tema corruzione non compare nei programmi elettorali m5s, né a livello nazionale che europeo, l’uscita di Taverna, nota ai più per i toni “borgatari” che la hanno portata ad essere soprannominata “Tavernicola”, soprattutto dopo lo stornello dedicato ai dissidenti, appare al limite del campato in aria. Perché le si sarebbe potuto ribattere: ma il m5s che soluzioni propone per restituire l’asfalto?

“Che soluzioni propone”, infatti è tema ostico per il m5s, che espunti gli slogan e gli hashtag ha effettivamente poca o nulla proposta. Segnalano i problemi, li trasformano in scandali, vivono nell’autoesaltazione, ma alla chiamata dei fatti hanno dimostrato di non voler essere propositivi. Perché il reddito di cittadinanza si copre annullando, tra il resto,  la commessa degli f35, la corruzione con il politometro.  Soluzioni mediaticamente valide, ma politicamente di scarsa efficacia, soprattutto sul lungo periodo.

Non a caso, nel primo faccia a faccia di rilievo Bruno Vespa più di una volta ha interrotto Beppe Grillo che ripeteva queste cose con laconici “MA DAI SU”. E gli organi della propaganda grillina si sono tenuti ben lungi da commentare quell’intervista. Perché “Grillo asfalta Vespa” sarebbe davvero stato improponibile.

A parte Il Fatto Quotidiano. A parte Andrea Scanzi, ma quello è un capitolo a parte.