– DI MARCO PASSERO

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foto#3.La notizia ha fatto impazzire gli appassionati di nuoto e tutti gli sportivi in generale: il plurimedagliato campione olimpico e mondiale Michael Phelps ha deciso di tornare in acqua, dopo 20 mesi di stop.

Il ritorno in vasca, nello scorso aprile, è stato dei migliori, con un confortante 52’’84 nelle batterie dei 100 farfalla di scena al Grand Prix di Mesa in Arizona; in finale Phelps si è arreso solo al rivale di sempre Ryan Lochte, con un crono di 52’’13, di circa due secondi superiore a quell’irripetibile 49’’82 registrato ai Mondiali di Roma nell’agosto del 2009, tuttora record del mondo.

“Prima di salire sui blocchi ero semplicemente felice e non riuscivo a smettere di sorridere” – queste, nell’immediato post gara, le parole del campione, visibilmente emozionato e desideroso di condividere la gioia che questo sport ancora una volta gli ha regalato. Dal nuoto ha avuto tanto perché al nuoto ha dedicato tutta la sua vita: ore e ore di allenamenti massacranti per sei volte a settimana, sempre seguito dallo sguardo attento del suo leggendario tecnico Bob Bowman, pronto a rimproverargli ogni minima sbavatura.

“Mangiare, dormire, nuotare: è tutto quello che so fare”, e, in effetti, la sua giornata si è sempre articolata in continue ripetizioni di queste tre attività, con l’incredibile dieta di 12000 calorie al giorno che gli hanno permesso di sostenere i suoi programmi di allenamento.

In carriera Phelps ha vinto praticamente di tutto: sovvertendo una diagnosi di sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD, vera e propria malattia), partecipò alle Olimpiadi di Sidney del 2000 a soli 15 anni, e divenne immediatamente il più giovane nuotatore statunitense ad aver preso parte a una manifestazione olimpica. Ha conquistato 22 medaglie olimpiche complessive (18 ori, di cui 8 ottenuti solo ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, superando il record di 7 ori di un altro nuotatore statunitense, una leggenda degli anni 70, Mark Spitz, il cui nome è inciso a fuoco nella storia del nuoto e dello sport).

Il 4 agosto 2012, nel giorno della sua ultima gara prima dello stop, gli viene conferito un premio alla carriera che lo celebra “Miglior atleta olimpico di tutti i tempi”.

Ora, dopo un ritiro di quasi due anni, il ritorno. Tra gli addetti ai lavori c’è ovviamente qualche perplessità, e il francese Philippe Lucas, allenatore di Federica Pellegrini, sottolineando innanzitutto quanto siano importanti per il nuoto atleti del genere e lodandone la carriera, ha lasciato intendere che probabilmente la partecipazione ai Giochi olimpici in programma nel 2016 sarebbe solo per le staffette, vista la palese difficoltà nel tornare ai massimi livelli dopo un periodo di inattività.

Nonostante ciò lo “Squalo di Baltimora” sarà pronto a zittire tutti e a smentire anche i più miscredenti, per riscrivere pagine di storia per questo sport, come lui soltanto ha mostrato di saper fare.