– DI SARA RAMONA PELLEGRINI
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Si tratta di un’opera volutamente essenziale, realizzata utilizzando al minimo i colori, in cui prevale la completa sovversione degli spazi. Appartenente alla fase del ‘cubismo analitico’, ha un’altissima carica espressiva. Nonostante sia fortemente ancorata alla vita quotidiana, in quanto in essa vengono rappresentati oggetti di utilizzo comune quali appunto un violino ed un grappolo d’uva, la tela ha comunque una fortissima espressività. L’intento di Picasso era infatti quello di rappresentare una dimensione che l’occhio nudo non riuscirebbe a cogliere da solo. La percezione di un oggetto così come avviene nella nostra mente, traendo spunto dal crescente interesse per temi quali la dimensione mentale  e la percezione che essa ha del mondo, il quale spesso viene scisso e scomposto a partire dalle sue forme più elementari. L’essenzialità non fa altro che valorizzare la bravura del pittore, il quale dichiarò: «A los doce años sabía dibujar como Rafael, pero necesité toda una vida para aprender a pintar como un niño». I soggetti di questo periodo tradiscono la sua intensa ricerca artistica, in quanto realizzati esclusivamente all’interno del suo atelier, con un dettagliato studio della luce, delle forme, delle sfumature cromatiche.