Campione del Mondo in carica, detentrice delle ultime due edizione degli europei(record), finalista della Confederation Cup nel 2013(dopo il bronzo nel 2009), la Spagna si presenta a questa edizione dei mondiali. da favorita insieme ai padroni di casa del Brasile.

De Gea, Carvajal, Puyol, Inigo Martinez, Arbeloa, Illarramendi, Borja Valero, Callejon, Mata, Torres, Llorente.

Questa ipotetica, ma degnissima “fantanazionale” spagnola composta da giocatori non convocati e panchinari delle Furie Rosse è indicativa del momento d’oro vissuto dal calcio e più in generale dallo sport spagnolo in quest’ultimo decennio. Tennis, automobilismo, basket, motociclismo, calcio, ciclismo. Non c’è stato sport in questi anni che non abbia visto trionfare campioni iberici. Clamoroso è sicuramente l’exploit calcistico. In Spagna il calcio è da sempre lo sport più amato. La tradizione calcistica spagnola per quanto riguarda le squadre di club è innegabile e conclamata. Real Madrid e Barcellona seppur con filosofie diverse hanno rappresentato da sempre la massima aspirazione per qualunque atleta di questo sport. Maradona, Di Stefano, Romario, Ronaldo, Stoitchkov, Hagi, Laudrup, Puskas, Zidane, Ronaldinho Cristiano Ronaldo, Messi… L’elenco di campioni e i palloni d’oro che a partire dal dopoguerra hanno vestito le maglie delle due più titolate di Spagna è impressionante. Le dieci Champions del Real, i cicli del Barcellona, hanno contribuito alla grandezza di questo sport e alla sua diffusione oltre i confini del nostro continente. Però, mentre le squadre europee dominanti in patria ed Europa solitamente fornivano blocchi vincenti alle nazionali che poi affrontavano e vincevano Mondiali e competizioni continentali(Bayern e Borussia in Germania, Juventus, Milan e Inter in Italia, Liverpool e United in Inghilterra) i club spagnoli prima del 2008 non erano mai riusciti in ciò. Ad ogni appuntamento infatti le selezioni spagnole anche se ricche di giocatori di talento(la generazione della Quinta del Buitre, quella di Raul e Morientes…) non riuscivano mai a rispettare i pronostici che le vedevano tra le favorite. Le eliminazioni, quali quelle ai gironi in Francia nel ’98, ai quarti contro la Corea nel 2002, ancora al primo turno ad Euro 2004, rappresentano pagine umilianti per quella che veniva oramai ritenuta dagli addetti ai lavori e non, una eterna incompiuta.

Nel 2006, ai mondiali, un’altra eliminazione, stavolta con la Francia poi finalista. Nel frattempo, a Maggio, con Rijkaard in panchina il Barcellona aveva vinto la Champions dopo 15 anni dall’ultimo successo. Siamo agli albori di un nuovo ciclo vincente per i blaugrana che possono contare su una squadra giovane e ricca di talento. Sulla panchina del Barcellona arriverà poi Guardiola, questa scelta sarà decisiva per la storia dello sport spagnolo prima e del calcio poi. Guardiola venderà Ronaldinho per dare spazio ad un govanissimo Messi. Soprattutto, Pep rivoluzionerà il modo di giocare della squadra inaugurando l’oramai famoso tiki taka, evoluzione in salsa iberica del calcio totale di Michels. Un calcio apparentemente lento, metodico, capace di accendersi improvvisamente, definito da Honigstein(giornalista tedesco) come “un’importante evoluzione del calcio totale che però se ne differenzia principalmente perché si concentra sui continui movimenti rasoterra del pallone piuttosto che dei giocatori. Controllare la palla con calma per lungo tempo significa infatti controllare anche l’avversario, poiché quest’ultimo è impossibilitato a giocare. Molto di più di un espediente tattico, questo vero e proprio metodo di intendere, di pensare il calcio renderà leggenda sia il Barcellona che la Spagna. Xavi ed Iniesta che ne saranno gli interpreti principali ed insostituibili in entrambe le squadre, sono tutt’ora riconosciuti come i grandi artefici della consacrazione di Messi, mai così fenomenale con i colori dell’Argentina.

Proprio perché lo sport non è mai una scienza esatta, la scalata della Spagna si sarebbe potuta interrompere senza eccessivi rimpianti in una serata di Giugno nel 2008. Le furie rosse allenate da Aragones riuscirono ad avere la meglio sull’Italia di Donadoni dopo 120 equilibratissimi minuti solo a causa di un rigore fallito da Di Natale. La Spagna dopo quella partita riscriverà la sua storia e si aggiudicherà quella edizione degli Europei prima, i Mondiali del 2010, come detto, poi. Ad Euro 2012 la Spagna incontrerà di nuovo l’Italia, prima nella partita inaugurale che finirà con un giusto 1-1. Le due squadre si incontreranno di nuovo in finale, dove una Spagna più forte e più riposata si porterà meritatamente sul 2-0 prima di dilagare, con altri due gol, su un Italia in dieci uomini per l’infortunio di Motta, riconfermandosi quindi campione d’Europa. Italia e Spagna si sono affrontate poi nelle semifinali di Confederation Cup nel 2013. Ai rigori ha prevalso ancora la Spagna dopo una partita giocata nettamente meglio dalla squadra di Prandelli. In tutte queste occasioni, esclusa la finale di Euro 2012 dove pure l’Italia potrebbe eccepire più di una giustificazione, non abbiamo mai sfigurato pur non presentando certo nazionali tra le migliori della nostra storia. Difficle dire se le Furie Rosse potranno davvero fare il bis anche in Coppa del Mondo. Anche per gli spagnoli, l’ultima stagione è stata massacrante. La Liga, con la vittoria inaspettata dell’Atletico si è decisa solo all’ultima giornata. La Champions League ha visto affrontarsi in finale due squadre della stessa città: Atletico e Real Madrid. In Europa League vittoria del Siviglia sul Benfica. La forma fisica nonché il naturale e comprensibile appagamento dopo i successi di questi anni potrebbero quindi fare la differenza per una nazionale che si presenta ad ogni modo con la qualità media più alta tra le partecipanti. Il girone non è dei più semplici con la sola Australia sulla carta nettamente inferiore . L’Olanda priva di Strootman e, all’ultimo momento, di Van der Vaart, dopo quattro anni vorrà vendicare la finale di Johannesburg, il Cile, squadra di qualità, è accreditato come probabile sorpresa della manifestazione.

Del Bosque schiererà il solito 4-3-3, modulo usato, guarda caso, anche dal Barcellona. In porta ci sarà il capitano Iker Casillas che dirigerà una difesa a quattro composta da Azpilicueta, Sergio Ramos, eroe della decima, Pique e Jordi Alba. A centrocampo invece ci saranno i soliti Xavi e Iniesta e come mediano uno fra Xabi Alonso e Busquets, con il primo favorito. Nel tridente d’attacco invece Pedro a destra(Iniesta), Silva a sinistra e Torres che al centro dovrebbe sostituire l’infortunato Diego Costa. Del Bosque potrebbe anche decidere di tornare al “finto nueve” e di schierare Fabregas in questa posizione.