– Di Marco Di Domenico

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Il Rettore uscente della Federico II, Marrelli, ha indetto per il 19 e 20 giugno le elezioni suppletive nei dipartimenti di: Agraria (18 rappresentanti), Fisica (20), Medicina molecolare e Biotecnologie mediche (13), Sanità pubblica (8), Scienze biomediche avanzate (9) e Scienze chimiche (14), dipartimenti senza rappresentanti poiché il 1 e 2 Aprile neFEDERICOssuno ha presentato liste.

Fin qui tutto logico. Ma, il decreto di indizione statuisce:”L’elettorato attivo spetta ai rappresentanti del Consiglio degli Studenti eletti per l’area di riferimento del Dipartimento. L’elettorato passivo spetta agli studenti regolarmente iscritti a corsi di Laurea”.

In pratica, i rappresentanti d’area al Consiglio degli Studenti eleggeranno i rappresentanti ai dipartimenti vacanti. Un bell’esempio di democrazia indiretta: peccato che negli organi collegiali, nel nostro paese, viga il principio della democrazia diretta.

Ma, come se non bastasse, il Consiglio degli Studenti è composto da 60 membri e solo i membri dell’area di riferimento interessati alle elezioni suppletive potranno votare: sapendo che si può esprimere una sola preferenza, gli elettori sono minori degli eleggibili. Inoltre, l’articolo 40 del regolamento elettorale della Federico II, in merito alle elezioni dei dipartimenti, asserisce:” L’elettorato attivo spetta a tutti gli studenti iscritti ai Corsi di Laurea, Corsi di Laurea Specialistica, Corsi di Laurea Magistrale o a ciclo unico, corsi di Dottorato e alle Scuole di Specializzazione incardinati nel Dipartimento”. In sostanza, secondo il decreto di indizione, un candidato non potrebbe nemmeno auto votarsi.

La domanda sorge spontanea: come si può tenere un’elezione considerando tutti questi paradossi?

La rappresentanza studentesca è una forma di partecipazione diretta e democratica all’interno degli organi universitari, com’è possibile che il più grande ateneo del Mezzogiorno possa prendere una decisione del genere? Una decisione che non permette agli studenti interessati di eleggere i propri rappresentanti.

Così facendo, si attacca e delegittima la rappresentanza studentesca: forse c’è un interesse di fondo ad avere degli studenti eletti da una cerchia ristretta del Consiglio degli Studenti? Magari si teme che la voce degli stessi possa essere scomoda in quei dipartimenti.

Sul piede di guerra l’associazione studentesca Link Studenti Indipendenti, nel cui comunicato sostiene:”Emerge un attacco al diritto alla rappresentanza studentesca nell’Ateneo, in particolare in quei Dipartimenti in cui la presenza degli studenti nei luoghi decisionali è un argomento spesso scottante ed emblema di un intralcio al normale conseguirsi degli interessi privati e particolari di quei gruppi che della rappresentanza all’Università fanno il loro lavoro, e per cui il diritto al voto è, quindi, solo un bastone tra gli ingranaggi di un sistema che, proprio attraverso lo smantellamento dei diritti degli studenti, continua a funzionare”.

Si spera che il Rettore modifichi il bando per le elezioni suppletive: non è possibile che parte di un organo studentesco decida chi saranno gli studenti che siederanno nel Consiglio di Dipartimento. Ciò creerebbe un forte dissenso tra gli studenti e delegittimerebbe quell’organo. Senza contare la pessima figura del più grande ateneo del sud, non nuovo a fatti del genere: si ricorda, ad esempio, la scadenza del bando per le elezioni del 1 e 2 Aprile fissata cinque giorno dopo l’uscita.

http://allegati.unina.it/ateneo/elezioni/2014/RappStudSup_01_DR1824.pdf

http://allegati.unina.it/ateneo/elezioni/2014/RappStudSup_02_Manifesto.pdf