– DI CARMELA DAVIDE
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Oggi ci si rende sempre più spesso protagonisti delle foto, una moda che nasce da quello che potremmo definire ”la dimensione sottile e nascosta dell’essere umano”, o meglio l’istinto narcisista. Esso nasce dall’eccessiva ammirazione di sé stessi e delle proprie azioni che con il passare del tempo, incrementando la propria importanza e sicurezza, portano a coltivare un vero e proprio disturbo nel relazionarsi con l’altro. Parlare di foto e di narcisismo potrebbe sembrare incoerente, eppure c’è un filo rosso che incorpora ambedue i temi in uno solo. Non c’è limite d’età per la moda di scattare selfie. Se ne possono trovare di svariate categorie: donna-coi-tacchi-in-ascensore; gambe-di-donna-al-mare; primo-piano-con-labbra-in-mostra; piano-americano-di-donna-in-posa-sessualmente-attraente, ecc… Quello del ‘selfie’ non sembra essere un fenomeno di passaggio, anzi nel 2013 questa parola si è addirittura posizionata nel dizionario inglese con la seguente definizione: una fotografia che una persona ha fatto di se stessa, normalmente con uno smartphone o una webcam, e poi ha pubblicato su uno dei social media“. Sono proprio i social network, infatti, ad aver aumentato la consapevolezza degli individui, soprattutto a livello apparente piuttosto che reale. Ed è qui che subentra il concetto di selfie: la concezione di ricevere gratificazione personale attraverso il numero dei ‘mi piace’ ottenuti. Ma cosa si mostra di se? C’è una grande differenza, infatti, tra ciò che si vuole mostrare e quel che si è… Oggi si preferisce lo schermo di un cellulare che uno specchio in cui riflettersi realmente senza maschere, e a essere coinvolti in  tutto ciò sono soprattutto le persone più deboli o insicure. Sono queste, infatti, che cambiano più di frequente il proprio status, che postano foto di se stesse e che cercano di rispecchiarsi in svariati post. Ovviamente non bisogna giudicare i social network o le nuove tecnologie, colpevoli di questa insicurezza diffusa tra numerosissimi giovani, così come si usa fare con la televisione e con i videogiochi, bensì considerare questi come mezzi che non fanno altro che assecondare i nostri desideri e le ansie più profonde. La popolarità del “selfie”, come pratica sociale ed estetica, oggi è soprattutto data dal mix di democratizzazione delle tecnologie fotografiche, sempre più miniaturizzate e a portata di mano nei nostri telefoni, e diffusione di siti in cui si possono facilmente condividere immagini. Parallelamente a quel che può definirsi moda, tendenza e nuova corrente giovanile il selfie, inoltre, si è confermato anche come mezzo politico. Per esempio, in Libano, a fine dicembre 2013, è esplosa online una protesta che ha preso la forma del selfie: accompagnati da messaggi politici numerosi giovani libanesi hanno manifestato la loro stanchezza nei confronti di un Paese costantemente in guerra. La protesta non ha chiaramente avuto alcun effetto, ma può senz’altro definirsi come terra fertile per quella che potrebbe divenire un possibile mezzo con cui esprimere le proprie ideologie in maniera pacifica ed efficace. Non rimane quindi che assistere a questa nuovo modo di esprimersi e di rendersi pubblici, magari riuscendo a prendere consapevolezza che esiste una gran differenza tra essere e apparire, per poi prendere davvero sicurezza di quel che siamo mentre la vita scorre e una foto passa…