– DI DOMENICO LONGO
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A quasi due settimane dall’esito elettorale per europee ed amministrative, nefasto per i grillini, pompati da hashtag trionfali, mentre avrebbero fatto meglio a riferirsi al famoso motto “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, ancora pare non essere chiaro che il m5s ha perso, per colpe più sue che altro, la campagna elettorale.
Poco importa riempire le piazza, lo diceva Nenni qualche anno fa, bisogna convincere l’elettorato. E se tre milioni di italiani sono stati convinti a non votare più il moVimento, occorrerebbe fare una seria analisi all’interno delle strategie adottate. Invece, Casalino ha dichiarato ai giornali che l’analisi è roba da vecchia politica, ed infatti non la si è fatta. A dire il vero, qualcuno ci ha tentato, ci dice Nicola Biondo, con un documento che sarebbe dovuto restare segreto, e che immancabilmente è finito in mano ai giornali. In quel dossier si mette in crisi un po’ tutta la strategia della campagna elettorale, i toni alti, l’hashtag e così via. Come reagisce il m5s? Promuovendo Casalino al gruppo Comunicazione del Senato, posto lasciato libero da Messora, che va a Bruxelles, ed affiancando a Biondo un’ex portaborse di Paola Taverna, che ha dimostrato di avere nella comunicazione la sua cifra politica.

Intanto, metabolizzato il maalox, dopo aver incolpato di fatto gli anziani, ecco che il m5s urla ai brogli. Ed i grillini da tastiera si adeguano. Mentre il blogghe, infatti, ci fa sapere che esistono exit poll inglesi che davano il m5s vincente (bufala di “l’osservatore politico”, che dichiara di essere blog satirico che pubblica articoli inventati), ecco che i commentatori si sbizzarriscono.

Un paio di perle, tra tutte. Trovate duecentomila schede votate m5s non conteggiate. Fonte? Il corriere del mattino, pagina altrettanto specializzata nell’invenzione di articoli a fini satirici. E poi quella degli accordi tra servizi segreti americani e sovietici per far perdere il m5s (Il giornaliere che, indovina un po’?, inventa articoli per fare satira)

 

Per non parlare dei “sondaggi tra i miei amici”, perché, ne ho già scritto, se i grillini si autoisolano eliminando dalle amicizie, virtuali o reali che siano, chiunque non voti m5s, è ovvio che abbiano esito scontato. Come chiedere in una curva di stadio se si tifa la squadra di casa o l’ospite…

Inutile, il m5s ha perso 3 milioni di voti, ha “salvato” il dato percentuale solo per via dell’astensionismo, ma è stato quasi doppiato dall’odiatissimo PD. Se ne facciano una ragione. E gli “scandali” scoperti negli ultimi giorni lasciano il tempo che trovano.

DUE schede trovate in un cassonetto, trentuno su cui la procura sta indagando (peccato che siano per le comunali), una famiglia indigente, anonima, che sarebbe stata pagata per votare PD. Mancano ancora due milioni novecentomila e rotti voti!

Per tutto il resto ci sono le numerose petizioni on line per chiedere di annullare il voto, ricontare le schede e tutto ciò che esce dalla fantasia dei politologi da divano.

Intanto il blogghe continua con gli hashtag (vinciamopoi, arrestanovoi), con le mistificazioni, Di Maio che si scandalizza perché Genovese ha ancora lo stipendio benché agli arresti domiciliari (custodia cautelare?), con le storpiature (si chiama RENZI, non Renzie…), come se nulla fosse successo.

Secondo alcuni questa può essere una strategia studiata. Quella, per intenderci, del marito che si evira per far dispetto alla moglie.

5 COMMENTI

  1. tempo un annetto e continuando ad arrestare tutti gli indagati del PD e ex-PD ed amici di merenda, avremo risolto il problema del traffico in Italia

  2. Enfatizzare il cosiddetto crollo del M5S è l’ennesimo tentativo di distorcere la vera informazione. Paragonare l’esito dell’europee alle politiche dell’anno scorso è falso e fuoviante, i dati vanno confrontati con le ultime europee dove la lista non era presente e adesso a raggiunto il 21%, quindi una vittoria netta. Nominare le percentuali non conviene neanche al Pd poichè è facile ribattere che il 40& del 50% dei votanti non rappresentano granchè. Infine per concludere possiamo dire che l’affermazione del Pd è stato un mix di preoccupazione del nuovo che avanzava e il contentino degli 80 euro nelle buste paga dei dipendenti pubblici.
    Allego prospetto dei dati elettorali per un’informazione più libera:

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