– DI ALFREDO GABRIELE GALASSI
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Non occorre disporre di grandi conoscenze in ambito musicale per capire come la promozione rivesta un ruolo fondamentale nel determinare il successo di un brano. A  partire dalla fine degli anni ’70, il business musicale incontra un notevole interessamento da parte dei media, che scoprono così finalmente il suo potere redditizio. Non più quindi circoscritta a emittenti radiofoniche e a poche trasmissioni televisive specializzate, la musica, dagli anni’80 in poi, acquista sempre più un ruolo di rilievo nella vita del comune fruitore mediatico. Anche le più grandi aziende, che per definizione non restano di certo insensibili al continuo mutare delle esigenze della società di massa, capiscono quanto possa risultare inefficace un claim al confronto dell’inconfondibile chorus di un classico della musica.

Ed è così che nasce la lunga storia d’amore tra pubblicità e discografia, che comporterà notevoli vantaggi a entrambi i settori. Uno dei maggiori sostenitori della sopracitata strategia commerciale, è il colosso dell’abbigliamento Levi Strauss, il cui marchio di fabbrica, i mitici Jeans 501, è diventato uno status symbol della moda anni ‘80/’90 proprio grazie all’efficace utilizzo della musica, fulcro delle storiche campagne pubblicitarie dell’azienda.

È nel bel mezzo degli anni ’80 che, spinta dall’immaginario edonistico promulgato dai media, l’azienda propone lo stereotipo dell’uomo-che-non-deve-chiedere-mai. Il contesto cambia da spot a spot, e anche il volto del protagonista (interpretato tra gli altri da Nick Kamen e Brad Pitt), ma la sostanza rimane immutata: una rielaborazione del divo degli anni ’50 che affascina, intriga e sbigottisce grazie al suo sex appeal e ad una buona dose di self-confidence, e quale migliore colonna sonora per sottolineare le prodezze di questi novelli James Dean, se non i classici del Soul e dell’R’N’B? Canzoni leggendarie, impresse nella memoria collettiva, che suscitano nel consumatore di musica occasionale un effetto nostalgico. Il nostro eroe corre dunque ai ripari, acquistando dischi su dischi e dando così il via ad un clamoroso e inaspettato revival. Basti pensare che Wonderful World di Sam Cooke, brano originariamente pubblicato nel 1960, raggiunge la posizione N.2 della UK chart nel 1986, e altrettanto bene va l’anno successivo a Percy Sledge, la cui When a Man Loves a Woman, uscita nel 1966, raggiunge la posizione N.4. Nei primi anni ’90 anche i Clash e la Steve Miller Band beneficeranno della massiccia propaganda Levi’s nella perfida Albione.

 

Ma si sa, i tempi cambiano, e l’immagine del sex symbol arrogante inizia ad essere percepita come stantia, dunque si cambia Tòpos, sono anni caratterizzati dalla controversia, dal rifiuto nei confronti degli schemi preimpostati  dallo status quo, e questa volontà di rottura nei confronti del passato viene fedelmente ed efficacemente rappresentata nei nuovi spot: adesso è il cambiamento di prospettiva il vero protagonista, e l’esigenza di mostrare come in realtà niente è come sembri; gli spot assumono un taglio deliberatamente cinematografico (Drugstore e Mermaids son girati da un già acclamato Michel Gondry), e spesso ricorrono a un plot twist. Anche le atmosfere rimandano ad un preciso genere cinematografico, si passa infatti dal Noir al Sci-Fi, dal Pulp al Fantasy. Cambia anche la musica, si predilige ricorrere a canzoni di artisti emergenti, che riscontrano una notevole notorietà grazie all’utilizzo della loro musica all’interno degli spot. Ritmi suadenti e melodie accattivanti dal facile ascolto arrivano dritti ai primi posti delle classifiche di tutta Europa, per lo più si tratta di One Hit Wonders destinate ad essere dimenticate in fretta, ma tanto basta per donare a gli Stiltskin e a Babylon Zoo i famigerati 15 minuti di fama Warholiani.

 

Verso la fine degli anni ’90 gli spot cambiano tendenza, acquisendo un’impronta meno impegnata: viene introdotto il pupazzo Flat Eric, che diventa per un breve periodo la mascotte dell’azienda, e le cui apparizioni sono caratterizzate dalla presenza in sottofondo di Flat Beat del dj francese Mr. Oizo che diventa così uno dei brani più ballati del 1999.

 

Con l’avvento del terzo millennio gli spot Levi’s hanno gradatamente rinunciato al caratteristico ricorso della musica nei loro spot, preferendo adottare strategie alternative di promozione, non meno elaborate. In seguito ecco un prospetto che riassume le performance in classifica dei brani che devono buona parte del loro successo alla Levi Strauss:

 

Wonderful World di Sam Cooke (1986)                                  #2 Uk Chart

When A Man Loves A Woman di Percy Sledge (1987)             #4 Uk Chart

C’mon Everbody di Eddie Cochran (1988)                               #14 Uk Chart

The Joker Di Steve Miller Band (1990)                                    # 1 Uk Chart

20th Century Boy di Marc Bolan (1991)                                  #13 Uk Chart

Should I Stay Or Should I Go di The Clash (1991)                   #1 Uk Chart

Inside di Stiltskin (1994)                                                        #1 Uk Chart, #7 Ita Chart

Boombastic di Shaggy (1995)                                                #1 Uk Chart, #3 Us Chart, #1 Ita Chart

Turn On, Tune In, Cop Out di Freak Power (1995)                  #3 Uk Chart

Spaceman di Babylon Zoo (1995)                                          #1 Uk Chart, #2 Ita Chart

Underwater Love di Smoke City (1997)                                  #4 Uk Chart

Flat Beat di Mr. Oizo (1999)                                                   #1 Uk Chart, #1 Ita Chart