Curvare lo spazio tempo, trama flessibile del nostro universo, e coprire distanze interstellari nel giro di poche settimane non è più argomento da speculazioni fantascientifiche. Ad avvicinare alla realtà gli universi fantastici creati da registi e scrittori è stato il dott. Harold G. “Sonny” White, capo del programma di propulsione avanzata del Johnson Space Center della NASA a Houston.

In realtà fino a questo momento, più che alla realizzazione di un motore a curvatura, si era sempre pensato ad aumentare la velocità raggiungibile dalle sonde inviate alla conquista dello spazio profondo. Il primato è rimasto tuttavia imbattuto dal 1977 ed è detenuto dalla sonda Voyager1, il cui scopo finale (esaurito lo studio di Giove e Saturno) è quello di fornirci informazioni sullo spazio interstellare. In cantiere ci sono però già da cinquant’anni sonde capaci di sbaragliare tale record ed addirittura raggiungere Alpha Centauri in circa un secolo, colmando una distanza di 4,3 anni luce. Tuttavia la necessità di propulsori a fusione nucleare e di un rivestimento capace di proteggere le sonde dagli impatti hanno reso i due maggiori progetti in tale direzione (Dedalus e LongShot) dei buchi nell’acqua.

cIn direzione opposta a questi progetti va la ricerca del dott. White, il quale spera di muovere lo spazio piuttosto che la sonda. Per chiarire l’idea potremmo tentare con un esempio. Si pensi a due molle molto lunghe adagiate a terra. Adesso si chieda a due persone di toccarne l’ultima spira. La prima persona correrà fino all’ultima spira percorrendo la distanza coperta dalla molla, la seconda invece afferrerà spira dopo spira la molla rilasciando dietro di sé alcune spire precedentemente afferrate ogni volta che non avrà più spazio tra le mani per afferrare la spira successiva. In maniera simile funzionerebbe un motore a curvatura: attorno alla sonda andrebbe a crearsi una “bolla di curvatura” avente una regione compressa ed una espansa secondo la direzione del moto. Per dimostrare che ciò è effettivamente realizzabile il dott. White ha progettato, a partire dall’interferometro di Michelson-Morley, l’apparecchiatura per il suo esperimento nota anche come “interferometro White-Juday” (fig.1). Il primo risultato, ufficializzato nel 2013, ha evidenziato come lo spazio attraverso cui è stato fatto passare il raggio laser fosse effettivamente curvato di una quantità infinitesima, ma comunque non nulla.

Altri risultati più rincuoranti hanno seguito il primo. In definitiva però la scoperta, se di ciò si può parlare, non è tanto che lo spazio possa essere compresso avanti alla navicella ed espanso alle sue spalle dopo il suo passaggio, ma che ciò non richieda quantità d’energia proibitive per essere fatto.
Non tutti i fisici concordano su tale possibilità e la NASA stessa non sembra prendere molto in considerazione la proposta, visto che ha stanziato solo 50.000 dollari dei 18 miliardi in bilancio per le ricerche del dott. White. Per contro ci sono invece schiere di appassionati dello spazio e della fantascienza, ingegneri, scienziati e membri di organizzazioni come la “Icarus Interstellar” e la “100 Years Interstellar” che guardano speranzosi a tali studi. Che il motore a curvatura diventi una realtà o meno, augurarsi risultati sempre più incoraggianti è d’obbligo per il progredire della tecnica e della tecnologia.

Francesco Orefice

2 COMMENTI

  1. Il primo contatto in Star Trek è previsto per il 5 aprile 2063, con il primo viaggio a curvatura. 49 anni mi sembrano un buon periodo di tempo.

  2. In effetti 49 anni dovrebbero essere sufficienti quantomeno ad avere un progetto. Comunque, se t’interessa saperlo, la Russia ha progettato un motore nucleare a spinta ionica per viaggi interplanetari all’interno del sistema solare. La tabella di marcia prevede un primo viaggio ben prima del 2063.

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