– DI CARMELA DAVIDE
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Si tende a dire che le cose belle svaniscono prima di quelle brutte ma, fortunatamente, il nostro cervello elabora il processo contrario. Come molti psichiatri lungo la storia hanno ricordato, soprattutto Freud, si tende a conservare il ricordo che più ci ha dato forti emozioni e rimuoviamo con facilità il resto. In questi giorni a sostenerlo è un gruppo internazionale di ricercatori guidato da Timothy Ritchie del Dipartimento di Psicologia dell’University of Limerick (Irlanda), che ha verificato come il nostro cervello tenda a rimuovere con maggiore velocità eventi che ci hanno segnati in maniera improvvisa o negativa.

L’esperimento ha coinvolto 562 individui da più parti del mondo, ed è stato chiesto loro di ricordare e raccontare per iscritto numerosi eventi che erano accaduti nella loro vita, cercando di trascrivere le emozioni vissute allora. Oggetto fondamentale, quindi, non solo la mente ma tutto il processo subordinato delle emozioni, del vissuto e dei sentimenti. Questo studio dà per la prima volta una chiusura importante a una ricerca che vedeva sorgere numerosi interrogativi. Si parlava addirittura di diversificazione culturale, invece adesso si è venuti a conoscenza di questa “patologia”, se così si può definire, comune a tutti. Sono iniziate, infatti, delle ricerche per provvedere ad aiutare le persone a elaborare e cercare di manipolare la negatività per adattarsi più facilmente ai cambiamenti. Si parla quindi non solo di cambiamenti futuri, nel modo di percepire le scelte di vita, ma anche aiutare il proprio spirito d’animo a tendere verso una visione positiva della vita.

L’accettazione di processi di rimozione, è estremamente fondamentale per l’uomo contemporaneo, che tende sempre più a voler tenere tutto sotto il proprio controllo. Anche attraverso i social network, e le ultime tecnologie, sono sempre più frequenti le persone che tendono a sviluppare un forte senso di appropriazione e di incarnazione in eventi passati.  C’è, inoltre, chi sarebbe disposto ad andare a discapito della propria salute futura, per poter rimuovere episodi di vita passati dalla propria memoria. È stata infatti scoperta non pochi anni fa in Francia una pillola capace di cancellare i ricordi negativi. È fondamentale, quindi, riuscire a convivere con quello che è il proprio passato, e accettare eventualmente delle rimozioni date dalla nostra mente per poter andare oltre. Non bisogna, inoltre, sottovalutare il nostro apparato celebrale, che in numerose azioni quotidiane ci attiva un importante campanello d’allarme. Si tratta di ricordi che toccano la coscienza e ci invitano a reinterpretare le scelte imminenti alla luce di un’altra esperienza per poter accrescere la propria vita e non commettere sempre gli stessi errori…