“By the way, Pink Floyd album out in October is called The Endless River. Based on 1994 session is Richard Wright’s swansong and very beautiful”.

È bastato questo semplice tweet di Polly Samson a far letteralmente impazzire i milioni di fan della più grande progressive-band della storia: i Pink Floyd stanno tornando.

La Samson, giornalista e paroliere, nonché consorte di David Gilmour, si è resa protagonista di un vero e proprio corto-circuito che ha mandato in tilt giornali, fanzines, fanclub e, più in generale, l’intero mondo della musica. La domanda che martellava nella testa di tutti sino a ieri è: com’è possibile che, nonostante gli anni passati, le acredini accumulate e persino la triste scomparsa di Richard Wright, i Pink Floyd possano pubblicare un nuovo album?

Possibilissimo: The Endless River sarebbe, nello specifico, un lavoro contente materiale inedito ricavato da varie sessioni in studio realizzate durante la lavorazione di The Division Bell nel 1994. Di quell’album, sin’ora l’ultima raccolta di inediti dei Floyd, ricorre quest’anno il ventesimo anniversario e per l’occasione la band ne ha effettuato una release in un’edizione speciale formata da due LP e un deluxe box. Fu proprio The Division Bell a segnare l’inizio del rapporto tra Gilmour e Polly Samson, la quale aiutò suo marito nella stesura di numerosi testi da lui scritti per quest’album, senza dubbio il più melodico e new age tra i lavori della band. Nonostante le critiche piovute da ogni dove (Roger Waters stesso lo definì “robaccia senza senso dall’inizio alla fine“), The Division Bell fu un successo commerciale da 12 milioni di copie, abbastanza da potersene permettere una riedizione speciale a vent’anni di distanza.

Ma proprio dopo questi vent’anni, i fan dei Pink Floyd tutto potevano aspettarsi fuorché la prospettiva di uno studio album nuovo di zecca. Il tweet della Samson, ovviamente letto con generale scetticismo prima delle conferme, è stato rimpolpato da un post della corista americana Durga McBroom, collaboratrice della band fin dai tempi del tour di A Momentary Lapse of Reason, la quale sottoscriveva la release di The Endless River. Proprio nell’ottavo anniversario della dipartita di Syd Barrett, il 7 luglio, sono poi arrivate le conferme in via ufficiale da parte delle pagine social e del sito ufficiale dei Pink Floyd.

Come se ciò non bastasse, è stata proprio la McBroom, nel suo post, a far sfiorare un ulteriore attacco di cuore ai fan più affezionati: “non so ancora se ci sarà un tour, restate in contatto“.

Da una certa prospettiva, è forse questa la più sconvolgente tra le notizie.

Sappiamo come, negli ultimi 10 anni, le strade dei componenti della band si siano sporadicamente incontrate su un palcoscenico: il Live 8 del 2005 rappresenta, ad oggi, l’ultimissima performance in pubblico dell’intera formazione dei Floyd. Nel 2008, assieme a Rick Wright, si spengono definitivamente le speranze di rivedere la band al completo in un live. Ciononostante, tra il 2010 e il 2011, incontri “on stage” tra gli ultimi tre componenti si sono verificati tra il concerto di beneficenza per la Hoping Foundation e la data londinese del tour di The Wall di Roger Waters.

Pink Floyd in pillole, però, riuniti per singole date ed eventi simbolici; tutt’altra storia rispetto a ciò che il post della McBroom pare preannunciare. Dalla morte di Richard Wright, che oggi più che mai sa di un’infinita amarezza, non si può prescindere, e i fan di tutto il mondo sanno bene come la vera anima dei Pink Floyd sia ormai volata via da tempo. Ma, al di là di tutto, l’annuncio di una potenziale tourée rappresenterebbe un evento epocale, e riannoderebbe i fili della storia fino ad arrivare a PULSE e al maestoso concerto all’Earls Court di Londra. Quel giorno, il 20 ottobre 1994, i Pink Floyd, pur orfani di Waters, chiudono il loro ultimo tour, sbarrando una porta che credevamo non potesse aprirsi mai più. Ma oggi, lo spiraglio di The Endless River, il “canto del cigno” di Rick Wright, si apre timidamente: vent’anni dopo la leggenda può tornare in vita.

Cristiano Capuano