– DI MARCO PASSERO
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È nato a Salvador, in Brasile, nel 1973. Florencio Anton non è semplicemente un pittore, ma un artista con un talento ai limiti del paranormale, cui di recente diversi approfondimenti e programmi televisivi hanno dedicato ampio spazio: egli è in grado, andando letteralmente in trance, di realizzare le più grandi opere di tutti i tempi, dai capolavori di Picasso a quelli di Van Gogh, da Giotto a Da Vinci, con tanto di firma praticamente identica a quella autentica. “Sono gli spiriti di questi grandi artisti del passato a guidare la mia mano”, ha dichiarato il pittore brasiliano, che spesso non ha bisogno neanche di guardare la tela, dipingendo in una stanza completamente buia o addirittura ad occhi chiusi. Un altro fattore che contribuisce a sbalordire è la sua velocità di realizzazione, meno di dieci minuti ed ecco il capolavoro, olio su tela, mentre l’artista rivela di non saper neppure disegnare, tanto meno dipingere, se non è in trance. Il fenomeno in questione viene definito “pittura medianica”, e Anton avrebbe iniziato a sviluppare la sua medianità all’età di 11 anni; oggi l’artista sta sfruttando la sua recente notorietà essenzialmente per fare del bene, raccogliendo fondi per le famiglie e i bambini poveri di Mussurunga, piccolo centro dove egli vive. Secondo alcuni medium intervistati gli spiriti dei grandi pittori del passato guiderebbero l’artista poggiando le loro “mani energetiche” sulle sue, facendo ciò per rimediare ai loro peccati terreni attraverso la beneficenza del pittore, il quale dunque non verrebbe più “sostenuto” se cominciasse a trarre profitto da ciò.

 

Gli interrogativi sorgono ovviamente spontanei, e gli innumerevoli scettici ritengono che si tratti di un bravissimo disegnatore, un uomo di grande talento che ha imparato a realizzare questi classici in tutto e per tutto simili, praticamente identici, agli originali, fingendo di essere in contatto con gli spiriti di grandi artisti defunti. E se è vero che questa tesi è razionalmente inconfutabile e inattaccabile, come faccia l’artista a (ri)creare questi capolavori al buio, pur comunque distinguendo i colori, e a una velocità tale (in un’ora ne ha realizzati fino a sette) resta un mistero.