– DI CARMELA DAVIDE
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Se prima le mura domestiche erano considerate un luogo di protezione, adesso sembra crollare ogni tipo di convinzione. Sembra, infatti, che la famiglia, nucleo fondamentale per qualsiasi essere umano, stia diventando un luogo da riconsiderare. Si parla di abusi. Si parla di minori. Si parla di una piaga sociale che tocca purtroppo molte realtà. Sono i dati delle statistiche a parlare, a dirci come all’interno dei nuclei familiari si consumano il 90 per cento degli abusi sessuali verso i più piccoli. Due bambini su mille italiani subiscono maltrattamenti, le vittime ogni anno sono comprese tra 10.000 e 21.000. Numeri impressionanti, anche se le denunce sono bassissime, appena 64 nel 1997, mentre erano state 30 l’anno precedente, 406 quelle contro persone conosciute. Altro aspetto evidenziato dal Censis: i più piccoli sono troppo esposti in tv, cioè compaiono nei programmi dei palinsesti in modo esagerato e dannoso per la loro salute: “Il minore, nei media, diventa così un veicolo pubblicitario, e spesso la notizia non lo riguarda direttamente”. Ed è proprio la comunicazione visiva, in un certo senso, a essere promotrice di un nuovo filone di denuncia. “Una campagna choc”, così è stata definita da numerose persone che hanno visto la creazione di Saint Hoax, artista anonimo che vive in Medio Oriente. Tutto si basa su delle immagini che rappresentano celebri principesse Disney baciate contro la loro volontà dai rispettivi padri. Una realtà diversa da quelle in cui belle e dolci ragazze baciano rospi o giovani guerrieri. Sotto le immagini scioccanti compare la didascalia: «Il 46% dei minori che sono stuprati sono vittime di membri della propria famiglia. Non è mai troppo tardi per denunciare una violenza». Le protagoniste sono: la Bella Addormentata nel bosco, Ariel de La Sirenetta e Jasmine, compagna di Aladdin. All’Independent di Londra, l’artista Saint Hoax ha dichiarato che i poster gli sono stati ispirati da una delle sue migliori amiche, che gli ha confessato di essere stata molestata dal padre quando aveva appena sette anni. Fino ad ora, tra l’altro, la campagna sembra avere un forte riscontro. Un giorno dopo la loro pubblicazione, l’artista ha ricevuto una email da una ragazza che gli confessava di aver denunciato le molestie di suo padre dopo aver visto i poster: «Ho pianto – ha confessato all’Independent Saint Hoax -. Se i manifesti riescono a cambiare la vita anche di una sola persona, allora ne è valsa la pena». Non è la prima volta che i personaggi Disney vengono utilizzati come atti di denuncia, ecco di seguito le foto dei manifesti.