– DI SUNDRA SORRENTINO
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10528093_598988506889281_1152224115_nCi sono controsensi che trascinano una nazione nell’arretratezza, in infinite discussioni che non fanno un solo passo avanti ma impacchettano opinioni pronte a calpestare il diritto alla libertà. Introdotta così, la questione apparirebbe molto ambigua. Eppure è tanto semplice. Perché vietare l’uso delle droghe leggere e non regolarizzarlo, invece? Insomma, perché continuare a parlare di qualcosa che rappresenterà un problema solo fino a quando si continuerà a parlarne come di un problema? Ogni tanto, in Italia, a qualcuno vengono in mente le conseguenze negative della mancata legalizzazione della cannabis. E allora nasce un infinito dibattito che non sfiora quasi mai la concretezza. Stupefacenti perché illegali o illegali perché stupefacenti? A quanto pare il termine “stupefacente” è stato utilizzato per designare sostanze illegali. Stupefacenti perché illegali, ma, come al solito, gli italiani scambiano l’autorità per la verità, e non si fermano a riflettere sul contrario. Il moralismo ipocrita agghinda la mediocrità di opinioni dettate dalla meccanicità di una mente poco propensa al ragionamento. Il conformismo fa il resto. Eppure, probabilmente, qualcosa sta cambiando. A volte ho quest’impressione (o sarebbe meglio dire illusione?). In Italia ne è stato depenalizzato l’uso personale, anche se permangono sanzioni amministrative di vario genere per i detentori. Il 12 Febbraio 2014 è stata finalmente dichiarata incostituzionale la Legge Fini – Giovanardi, che oserei definire anche “inconcepibile”. E’ inoltre possibile l’uso terapeutico di preparati medicinali a base di cannabinoidi, debitamente prescritti. La conferma arriva dall’autorizzazione del Ministero della Salute data all’azienda farmaceutica pugliese Farmalabor a produrre e commercializzare all’ingrosso (farmacie private e ospedaliere) prodotti a base di cannabis. Le varietà che potranno essere sfruttate sono: Bedrocan, Bedrobinol, Bediol e Bedica, utili, per le loro proprietà, al trattamento di patologie come la SLA (Sclerosi laterale amiotrofica). Un decreto del Ministero della Salute permette, infatti, di usare, oltre al THC, anche composti vegetali che lo contengono. Farmalabor è la prima azienda meridionale ad aver ricevuto tale autorizzazione.