– DI FRANCESCO GEMITO
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Nelle prime ore del mattino del 21 luglio Casoria si sveglia con i suoni delle sirene dei carabinieri. La nostra città è sorvegliata da un elicottero che gira quasi sopra le nostre teste. Su Facebook arrivano i primi commenti dei residenti, pare che ci sia un blitz dei carabinieri e polizia, vero. Ad Afragola vengono arrestati circa 17 persone appartenenti alla nuova camorra, sembra rivivere i tempi di Raffaele Cutolo quando negli anni ’70 fondò la nuova camorra riformata. Studiando bene la storia, a Casoria non è mai esistito un clan, mai. I vecchi camorristi di questa città, quelli  che sono morti, chi sta in carcere, chi è latitante, si sono associati ai clan di altre terre. La storia nella nostra terra è legata ai santi, questo ci fa capire che la maggior parte dei casoriani è brava gente.  Il nostro piccolo popolo è stato truffato dai politici, loro sono i veri colpevoli, che oggi si nascondono dietro la maschera dell’ipocrisia. Abbiamo avuto senatori, onorevoli alla camera dei deputati, onorevoli regionali e provinciali, cosa hanno fatto per Casoria? La realtà ci insegna che non hanno fatto niente, anzi, si sono solo arricchiti. Casoria resta una città ferita, povera, ogni palazzo antico rischia di crollare, nel centro storico di San Mauro sorgono palazzi di cemento, ma la gente che abita nei vicoli ciechi resta isolata dalla ricchezza pubblica. Anche il quartiere di Arpino è isolato, via Giotto sembra una zona bombardata dai militari di guerra. In via Giotto mancano anche le fogne, questo ci fa capire che manca tutto. La colpa non è dei politici attuali, ma dei politici del passato, mentre non si fa niente per migliorare le condizione di vita di quella zona, nasce il comitato di santa Pazienza. Se parliamo della 219, quartiere di case popolare, la maggior parte dei veri assegnatari non ci abita più, le case del Comune sono state regalate o vendute ad altri inquilini abusivi. Quasi nessuno paga l’affitto, quel parco è diventato proprietà privata dell’indifferenza. Se non c’è controllo, è inutile piangere sul latte versato. Tanta brava gente che non riesce a pagare l’affitto di casa, che nonostante la miseria ha sempre rispettato le regole della vita, non può permettersi di sognare una casa popolare. Noi casoriani siamo un popolo di brava gente, buoni, anche fessi, altrimenti non sarebbe successo questo disastro sociale.