Una telefonata “cordiale” tra il leader russo Vladimir Putin e l’attuale presidente ucraino Petro Poroshenko ha spinto al rialzo i mercati di tutta Europa. Sembra infatti sia stato trovato un accordo per giungere alla fine delle ostilità che da settimane scuotono il panorama geopolitico globale.

La maglia rosa nel Vecchio Continente va a Milano: a Piazza Affari il FTSE MIB segna un +1,89%; segue Francoforte, con il Dax 30 a +1,14%. Tra le altre Borse, bene anche Parigi, a +0,92%, e Londra, a +0,65%.

In generale, i mercati hanno reagito positivamente alla notizia di un allentamento della tensione tra Russia ed Ucraina, ma scontano anche le attese per gli interventi che saranno messi in campo domani dal board di Mario Draghi alla BCE: dopo gli annunci dei giorni scorsi, infatti, sono in molti ad attendere nuove misure di contrasto alla deflazione. Difficile assistere ad un piano di quantitative easing, più plausibile lo scenario di un nuovo taglio del costo del denaro, peraltro già ai minimi storici.

Sul fronte valutario, tali misure potrebbero contribuire a rafforzare la discesa dell’euro nei confronti del dollaro: lo scenario sembra infatti favorire un’inversione duratura di tendenza, ora che negli USA la Federal Reserve è orientata verso la progressiva riduzione degli stimoli monetari (il c.d. “tapering”).

Oltreoceano, invece, Wall Street è contrastata, con il Dow Jones in lieve rialzo e il Nasdaq che perde circa mezzo punto percentuale. In Asia bene Tokyo, ai massimi da sette mesi, ed Hong Kong, con l’indice Hang Seng in rialzo del 2,30%.

 

Emanuele Tanzilli