– Medio-Oriente. Martedì il gruppo armato dello Stato Islamico di Iraq e Siria (ISIS) ha rilasciato un video rappresentante l’esecuzione di un altro giornalista americano. Si tratta del trentunenne Steve Sotloff, tenuto prigioniero nel Nord dell’Iraq dall’estate del 2013.

Seguito da James Foley, si tratta del secondo reporter giustiziato in due settimane. Intanto i guerriglieri dell’ISIS hanno dichiarato nei loro video che le uccisioni di giornalisti statunitensi rappresentano una risposta ai bombardamenti USA contro le loro postazioni e minacciano di uccidere un altro ostaggio, il reporter britannico David Cawthorne Haines, se i raid aerei non dovessero finire.

Attraverso la voce del Presidente Obama, gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver inviato altre 350 truppe in Iraq, precisando che esse hanno il solo scopo di salvaguardare i punti chiave di Baghdad da attacchi dei ribelli e che non saranno impiegate in offensive contro l’ISIS.

Dalle ultime notizie di cronaca, la situazione per gli inviati in Medio-Oriente si fa sempre più pericolosa, ma non solo per quelli occidentali. E’ il caso dei tre giornalisti di Al-Jazeera Peter Greste, Mohamed Fahmy e Baher Mohamed, detenuti ormai da 249 giorni in Egitto e, che, giugno hanno ricevuto condanne da sette a dieci anni con l’accusa di oltraggio internazionale per aver prodotto notizie false contro il governo ad Interim del maresciallo Al-Sisi e per aver supportato i Fratelli Musulmani, tacciati dallo stesso governo di terrorismo.

Tutte le accuse sono state respinte da Al-Jazeera, la quale ha anche mobilitato giornalisti da tutto il mondo per chiedere il rilascio dei suoi tre corrispondenti dall’Egitto.

Sergio Coppola

fonte. Al-Jazeera English.