Dopo le dichiarazioni, ecco passare ai fatti:
L’italia, come spiega il ministro Pinotti, spenderà circa 1,9 milioni di euro per l’invio di armi ai Curdi in iraq, che combattono, attualmente, contro l’Isis, che si è macchiata di numerosi attentati e di uccisioni efferate, trasmesse, tra l’altro, in tutto il mondo.

Una parte delle armi che saranno inviate deriveranno da eccedenze di materiale nazionale e, ancora, quelle confiscate sulla motonave Jadran Express, nave che, l’8 marzo 1994, fu sottoposta a controlli da una corvetta della Nato, scoprendo più di 2 mila tonnellate d’armi, di origine russa.
Le armi che saranno inviate consistono in 500 mitragliatrici MG 42/59, 100 mitragliatrici 12.7, 250 mila munizioni per ciascuna delle due tipologie di armi, 2000 razzi rpg e 400.000 munizioni per mitragliatrici di fabbricazione sovietica.
La consegna dovrebbe avvenire, dopo che saranno ultimati gli accordi con il governo Iracheno, alla fine della prima decade di settembre.

Oltre a ciò, il ministro Pinotti ha avvertito che la situazione internazionale e, sopratutto, alcune crisi, possano ancora degenerare, specie in Libia e che “dobbiamo quindi mantenere alta – ha concluso Pinotti – la nostra capacità di far fronte ad eventi imprevisti e, al tempo stesso, contribuire alla sicurezza internazionale, in particolare nelle aree per noi più critiche“, di fronte ai pericoli che potrebbe correre l’Italia, se, queste crisi, divenissero ancora più gravi.

Fabio Scala