Il premier, Matteo Renzi, intervistato dal direttore de Il Sole 24 Ore, Roberto Napoletano, ha illustrato parte della strategia che porterà avanti il governo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. La situazione economica del Paese è ancora difficile, come testimoniano i dati emessi dall’ISTAT qualche settimana fa, che dipingono un Italia ancora pesantemente colpita dalla crisi, con una sostanziale deflazione, per la prima volta dal 1959. Al centro della discussione c’è la spending review che, anche dopo il Governo Monti, è un must per l’esecutivo italiano. L’Italia, come racconta Renzi, ha una spesa annuale di oltre 800 miliardi di euro.Me lo sono studiato per bene quest’estate” dice il Premier. Per i tagli alla spesa, il premier fa sapere di voler tagliare “non 17 miliardi ma 20, così da liberare risorse” da investire principalmente in istruzione e ricerca senza aumentare le tasse. L’ex sindaco di Firenze annuncia anche un taglio del 3% per ogni ministero, e all’osservazione di Napoletano che nota come questi siano tagli lineari dice di voler dare ad ogni ministero “la possibilità e la responsabilità di decidere dove andare a tagliare le spese”.

senza-lavoro[1]

Renzi si pronuncia anche sul dibattuto bonus Irpef di 80 euro, che tanto clamore ha causato, sia in periodo elettorale che dopo gli ultimi dati dell’Istat che hanno chiaramente detto che gli 80 euro non sono stati spesi. Il premier dice di non voler assolutamente far marcia indietro, anzi dice di volerlo addirittura allargare. “Abbiamo voluto il bonus da 80 euro – continua il Premier – per dare un senso di giustizia sociale e sostenere il potere d’acquisto del ceto medio, tartassato in questi anni”.

Largo spazio è concesso anche al tema delle privatizzazioni. Renzi nega fortemente le indiscrezioni che vorrebbero il governo vicino alla privatizzazione di una grande fetta di Eni e Enel. “Non vedo prioritario – racconta il segretario del PD – ridurre le quote del governo in società che hanno grandi potenzialità”, né tantomeno sembra che il governo voglia partire dalle Poste, “analogamente sbagliato”. Renzi dice che parlerà quanto prima con il ministro Padoan per trovare “le soluzioni idonee” all’ovvia quanto urgente necessità di fare cassa.

 

Nell’intervista si parla anche di lavoro che si mostra ancora come una forte emergenza per l’Italia. Secondo Renzi bisogna lavorare sull’articolo 18, “bisogna superarlo”. L’idea di Renzi è quella di eliminare, o quasi, la reintegrazione obbligatoria per le imprese per facilitare la flessibilità contrattuale. La volontà è quella di imitare il sistema di lavoro tedesco, con un contratto unico a tutele crescenti: in base all’aumento dell’anzianità in azienda dell’operaio, le tutele aumenteranno, ed aumenterà l’eventuale liquidazione in caso di licenziamento. Renzi sembra assolutamente determinato su questo tema, infatti dice di voler “rivoluzionare il mondo del lavoro, anche se significasse perdere le elezioni”, come successe a Schroeder dopo l’analoga riforma.

Francesco Di Matteo