Su Bagnoli si riparte con il commissariamento e tempi certi per la riqualificazione. Se riparte Bagnoli riparte il Sud.
E’ evidente, dalle parole del Presidente, che la riqualificazione dell’area ovest del capoluogo campano significa la ripresa di un territorio martoriato dal punto di vista sia ambientale che dello sviluppo, ma anche molto di più. Lo stesso modello, infatti, può essere riproposto per la ripresa di altre aree del sud Italia in situazioni di simile criticità.

Dopo rinvii e successive conferme, quindi, il decreto “Sblocca Italia” non stupisce le aspettative e porta numerose novità per la città di Napoli. Stanziati fondi per l’aeroporto di Salerno, la statale Telesina, l’Alta Velocità Napoli-Bari, infatti, la novità più discussa è stata proprio la conferma del commissariamento di Bagnoli, notizia recepita sicuramente con stupore dal sindaco De Magistris, il quale, nei giorni passati, si rifiutava di parlare di un’ipotesi di commissariamento che vedeva lontana o, comunque, ben distante dall’essere il commissariamento di una città. Il primo cittadino si dichiara, in ogni caso,  pronto ad una stretta collaborazione con le autorità di Governo, che, sottolinea, finalmente ci mettono la faccia per la città di Napoli, e con le quali afferma di aver condotto finora un intenso e proficuo lavoro istituzionale.

Da decenni al centro di ambiziosi progetti di riqualifica, l’area dell’ex Italsider necessita, ad oggi, non soltanto di una bonifica, ma anche di iniziative volte allo sviluppo urbano, economico e sociale. Ricordiamo l’incendio alla Città della Scienza, duro colpo per il quartiere e l’intera città.

Semplificazione e sburocratizzazione sono parole da sempre al centro dei provvedimenti dell’attuale governo, il quale ci tiene a sottolineare che non concede nuovi finanziamenti, ma sblocca opere e procedure già avviate.

All’interno del decreto, il ministero di Maurizio Lupi si è occupato anche della metropolitana di Napoli e del suo completamento, che entra nel pacchetto di circa 50 opere locali. Giungono per queste opere circa 3,9 miliardi e l’obiettivo è di aprire i cantieri entro un lasso di dieci mesi dall’approvazione del decreto, pena la revoca dei fondi.

Qualunque decisione sul porto di Napoli, poi, è sospesa: per ora, nessuna nomina di un nuovo vertice e nessun accorpamento con il porto di Salerno.

Sonia Mazzella