In Somalia, nella giornata di ieri, dei droni senza pilota Statunitensi hanno attaccato una zona nei pressi del porto della città di Barawe, come confermato da John Kirby, portavoce del Pentagono.

Gli Stati Uniti, infatti, sospettavano che fosse una roccaforte di Al Shabaab, gruppo insurrezionale islamico, che, con attentati e guerriglia, vuole imporre in Somalia la sharīʿa, oltre al rovesciamento del governo Somalo.
A quanto si apprende da delle fonti di sicurezza Europee e Somale, il capo degli Islamisti somali, Ahmed Abdi, noto anche come “Godane”, è probabile che sia morto in seguito agli attacchi, anche se, la notizia, è ancora in corso di verifica.

Ahmed Abdi, a capo dell’organizzazione e si ritiene fosse la ‘mente’ dell’attacco al centro commerciale Westgate di Nairobi in Kenya, avvenuto nel settembre 2013, che provocò, in seguito anche ai combattimenti tra le forze di sicurezza e il gruppo islamico, ben 72 morti, di cui ben 61 civili, oltre ad essere ritenuto l’organizzatore di vari attentati in Kenya e Uganda e ad aver fatto attaccare nello scorso anno numerosi piccoli centri commerciali di Nairobi, con l’uccisione di alcune persone.

Il bombardamento, effettuato con missili, è solo l’ultimo atto di una serie di operazioni condotte dagli Stati Uniti per reagire al terrorismo islamico che colpisce la Somalia, come era accaduto più di un anno fa, quando un commando di Navy-Seals aveva provato a catturare un leader dell’organizzazione, però senza successo.

 

Fabio Scala