Ѐ di poche ore fa l’allarmante messaggio che il leader della principale organizzazione terroristica mondiale, Ayman al Zawahiri, ha rilasciato online, con un chiaro messaggio per il mondo: al Qaeda ha formato un califfato musulmano nel subcontinente indiano.
Bangladesh, Birmania e alcune zone dell’India (il Kashmir, l’Assam e il Gujarat) sono le aree interessate e il gruppo, chiamato “Qaedat al-Jihad in the Indian Subcontinent”, ha per leader Asim Umar.
Di fronte a questa gravosa notizia, l’intelligence e il governo indiano non sono rimasti con le mani in mano, diffondendo immediatamente un’allerta antiterrorismo in tutto il territorio (arrivando anche ad indicare cinque possibili aree in cui per i terroristi di al Qaeda potrebbe risultare più semplice reclutare militanti) e convocando un vertice per la sicurezza.
Il messaggio lanciato da al Zawahiri, e considerato autentico dagli investigatori di New Delhi, si rivolge direttamente ai «fratelli musulmani» affinché si riuniscano sotto la bandiera di al Qaeda per «combattere la jihad contro i nemici, liberare le proprie terre, restaurare la propria sovranità e far rivivere il califfato».
Infine, il capo dell’organizzazione terroristica non si lascia sfuggire l’occasione per ribadire la sua vicinanza e lealtà al mullah Omar, leader dei talebani in Afghanistan.

Tuttavia, al Zawahiri non è l’unico ad aver sostenuto il progetto per la creazione di un califfato islamico in India. Secondo alcune notizie che giungono direttamente dalla zona mediorientale del mondo, anche il Califfo della temuta ISIS, Abu Bakr al Baghdadi, avrebbe abbracciato il progetto con forza, soprattutto per aiutare i musulmani presenti nel subcontinente indiano, costretti a «vivere una zona del mondo spezzata da confini artificiali». Un chiaro riferimento, dunque, alla divisione avvenuta non molti decenni fa tra India e Pakistan.

Ciò che desta maggiore preoccupazione negli ambienti dell’inteligence è anche il consistente numero di musulmani presenti soprattutto in India, tanto da arrivare a contare un 15% della popolazione, ovvero circa 175 milioni di individui, rendendo così la nazione indiana il terzo stato al mondo per numero di aderenti all’Islam.

Quello che realmente conta, tuttavia, è non lasciarsi prendere da facili isterismi. Il mondo è avvisato, al Qaida è tornata e per combattere questa nuova minaccia servirà tanto sangue freddo e tanta concentrazione.

Adesso non si scherza più: che i giochi abbiano inizio.

Maria Stella Rossi
mariastella.ros@gmail.com