Negli ultimi anni sono stati pochi i momenti geopoliticamente più complicati dell’attuale periodo. Negli ultimi mesi si è vista l’escalation di due gravi crisi, simultaneamente e in parti importantissime del globo. In Ucraina sono mesi che i filorussi combattono contro le truppe di Kiev per l’indipendenza, mentre nel Medio Oriente, dopo la sconfitta definitiva in Siria, i jihadisti dell’IS hanno ormai conquistato l’Iraq.

E proprio le questioni del Medioriente e dell’Europa Orientale che sono al centro del vertice NATO che si tiene a Newport, in Galles. La vigilia del vertice ha già visto un fuoco incrociato tra le parti. Obama e Cameron si sono scagliati contro la Russia di Putin, accusando quest’ultimo di voler riportare il mondo al sistema delle sfere d’influenza. “La Russia ha violato le regole con la sua annessione illegale e autoproclamata della Crimea – raccontano i due al The Timese con l’invio di truppe sul suolo ucraino minacciando e minando le fondamenta di uno Stato sovrano”.

Dopo le esercitazioni congiunte della NATO nell’Europa Orientale, da Obama e Cameron arriva la proposta di formare un presidio stabile della NATO nell’Est del continente, una squadra speciale che possa intervenire tempestivamente in caso di crisi in ogni parte del continente. Obama, inoltre, ha chiesto maggior partecipazione ai Paesi dell’Alleanza, chiedendo di “portare almeno al 2% del PIL la spesa militare”.

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Intanto la Francia ha annunciato di non effettuare la consegna della nave militare, classe Mistral, alla Russia, consegna che doveva essere effettuata in questi giorni. Secondo Hollande, “ad oggi non ci sono le condizioni per consegnare la nave” visto quello che sta accadendo in Ucraina.

Putin, in visita in Mongolia, ha detto di non apprezzare le minacce che arrivano dalla NATO. E’ una notizia di ieri la telefonata tra Kiev e Mosca, nel quale si annuncia un cessate il fuoco tra le parti, ma Mosca ha voluto sottolineare di non essere parte in causa. L’appuntamento ora è al 5 settembre, a Minsk, dove Kiev, Mosca e filorussi si incontreranno per trovare una soluzione politica. Il punto di partenza sarà sicuramente l’accordo dei sette punti di ieri raggiunto tra Putin e Poroshenko per il cessate il fuoco, punti che comprendono anche la costruzione di un corridoio umanitario e il ritiro delle truppe ucraine dal sud-est.

Nel Medioriente la situazione non è migliore. L’IS continua la sua avanzata in Iraq, e i bombardamenti americani sembrano sortire pochissimi effetti. Dopo la decapitazione del reporter americano Sotloff, tra l’altro, negli States è scoppiata la polemica sulla gestione della crisi da parte di Obama. Molti rimpiangono Bush e rivendicano un intervento militare in Medioriente.

Francesco Di Matteo