Il periodo che va dalla fine degli anni ’80 all’inizio degli anni ’90 ha visto la definitiva affermazione degli USA come maggior potenza mondiale e la fine di quello che era stato il blocco sovietico. Quando nel 1989 fu abbattuto il muro di Berlino ed iniziò il processo di riunificazione delle due Germanie, però, già era possibile capire come tutto sarebbe andato a finire.
Il protagonista di “Un comunista in diskoteca” di Antonio D’Adamo è nato proprio in quel terribile anno. Lui, con i suoi amici, riflette la crisi generalizzata che la sua generazione vive: una crisi che riguarda tanto le risorse materiali quanto i valori e l’appartenenza.

Tramite un lessico vivace ma non troppo complesso, una sintassi semplice e un intreccio accattivante (tutto il romanzo è un flashback), l’autore racconta la realtà disagiata che il gruppo di amici vive, il loro inserimento negli ambienti della sinistra radicale con tutti i suoi cliché (occupazioni, proiezioni di documentari dal terzo mondo, ricette vegane, scontri con i fascisti), ma tramite questo inserimento essi trovano una ragione per vivere, e si mettono d’impegno per realizzare al meglio i loro progetti.
A un certo punto, però, i giovani perdono tutto ciò che avevano conquistato nel modo più doloroso possibile, trovandosi, seppur cambiati e amareggiati, a cercare una simbolica rivincita sul destino avverso. La conclusione vede i protagonisti, come recita l’ultima pagina, “pervasi da uno strano senso di gioia”.

Il romanzo, in verità, non parla di comunismo, e le scene che hanno luogo in una discoteca sono poche e poco importanti. Questo romanzo parla del nostro tempo ridicolo, e finché lo fa è scherzoso, leggero e vivace; ma parla anche della lotta che non può finire, e più ne parla più si fa amaro. Esso tradisce tutto un modo di vedere la vita, tutto un modo di vivere la lotta, e anche un certo modo di combattere le proprie battaglie.

In definitiva, con i suoi pregi e difetti, è un lavoro degno d’attenzione e se non fosse finita l’estate sarebbe una buona lettura per la spiaggia.

(NB: l’unico modo per procurarsi il libro è contattare l’autore. )

Michele Cera