La Commissione Politica UE del Senato ha deciso di sopprimere l’avanzamento di richiesta formulato da Gianluca Pini della Lega e sostenuta benevolmente anche da Forza Italia, circa la responsabilità civile delle toghe.
I magistrati ovviamente, contrari alla proposta, credono che la modifica di legge sarebbe apparsa un’arma a doppio taglio contro il percorso di credibilità della magistratura; ed oggi in commissione si è deciso di sopprimere le richieste della Lega, favoreggiando il nuovo piano impacchettato dal premier Renzi che comprenderà vari punti riguardanti il tema giustizia.

L’articolo dichiarato nullo prevedeva che “chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue finzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale”.

A riguardo del “pacchetto giustizia”, il ministro Andrea Orlando rassicura che prevederà sanzioni civili e penali: vedremo dalle agevolazioni nell’ambito divorzista per semplificare le oramai futili burocrazie, fino allo stop di prescrizioni che, come cita l’Associazione Nazionale Magistrati, rappresenta un problema: “Il grosso neo della riforma alla giustizia è non aver affrontato con il coraggio necessario il nodo spinoso della prescrizione. Ci aspettavamo un’intervento più massiccio e radicale che mettesse in discussione l’intero assetto della ex Cirielli, che ha dato cattiva prova di sè.” 

Nel frattempo la responsabilità dei magistrati resta indiretta, quindi appoggiata dal supporto statale. Responsabilità diversa però per i portafogli delle toghe, ai cui verrà sottratto dal 30% al 50% dello stipendio in caso di errori giudiziari. Affiancata a questa soluzione, definita punitiva dalla magistratura, il Presidente del Consiglio ci tiene a precisare che in caso di coinvolgimenti magistrali in intercettazioni, ciò che non riguarda l’oggetto del reato deve essere reso pubblico con grande cautela.

Alessandra Mincone
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