Sabato 30 agosto Chievo e Juventus hanno tagliato i nastri di partenza della nuova serie A, la quale presenta, come da regolamento, 20 squadre che si contenderanno la vittoria finale.

In realtà, la lotta per il vertice sarà competenza di quelle poche squadre in grado di presentare ancora tra le proprie fila calciatori di caratura internazionale, quindi Juventus, Roma, Napoli e Fiorentina, le cui stelle Tèvez, Totti, Higuain o Cuadrado rappresentano gli ultimi baluardi di quella fucina di fenomeni che era la massima competizione italiana anni addietro.

Difatti, attraverso la lettura dell’ultimo ranking UEFA (ma anche di quelli degli ultimi 5 anni), si può notare il calo di appetibilità del nostro campionato, solo quarto in Europa, scavalcato in termini di coefficienti da:

  • Liga spagnola (1°)
  • Premier League inglese (2°)
  • Bundesliga tedesca (3°)

ma ancora leggermente sopra i campionati:

  • Primeira Liga portoghese (5°)
  • Ligue 1 Orange francese (6°)

Non ci sarà da stupirsi, quindi, se le restanti sedici compagini di Serie A fluttueranno a lungo a metà classifica, nella speranza di divenire la lieta sorpresa del 2015 e non una delle prossime tre retrocesse. [Grafico 1]

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ETA’ MEDIA DEI CALCIATORI – In genere, nell’allestire la propria rosa, un allenatore mira al giusto equilibrio tra elementi di esperienza e gioventù, in linea con quelle che poi sono le strategie finanziare della società di appartenenza. In tal senso il noto portale Transfermarkt, evidenzia come l’età media di un giocatore di Serie A sia di 26,3 anni, superiore rispetto ai 25,9 della massima serie spagnola e ai 24,7 della tedesca, ma leggermente inferiore a quella inglese, stimata sui 26,5. [Grafico 2]

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Analizzando i dati della serie A, si nota che la squadra con la rosa più giovane è il Cagliari (23,7) di Zeman, allenatore solito nel puntare sulla freschezza di talenti emergenti, così come l’Udinese (25,7) che conferma la sua linea verde. Inoltre, solo Empoli (24,8), Sampdoria (25,6), Palermo (25,8) e Genoa (25,9) non superano la soglia dei 26 anni, al contrario di Inter (26,7), Roma (27,3), Napoli (27,7) e Milan (27,8). E’ interessante sottolineare il cambio di tendenza delle milanesi, che quest’anno, nonostante gli acquisti degli esperti Alex (32), Diego Lopez (32) e Vidic (32), si sono impegnate in un opera di ringiovanimento della rosa, grazie sia alla presenza di promettenti under-23, come i nerazzurri Dodò (22), Kovacic (20) e Icardi (21), e i rossoneri El Shaarawy (21), De Sciglio (21), Niang (19) e Mastour (16), sia agli addii dei veterani Zanetti (40), Samuel (36), Milito (35), Cambiasso (34) e Kakà (32). D’altro canto, le torinesi, Juventus (28,4) e Torino (28,3), risultano le squadre più mature, superando quota 28, insieme a Sassuolo (28,1) e Atalanta (28,1). [Grafico 3]

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NUMERI DELLA PRIMA GIORNATA – I primi incontri di Serie A, hanno visto le grandi squadre puntare soprattutto su calciatori nella loro piena maturità, con l’apporto dei senatori storici (condizioni fisiche permettendo) e l’innesto di quei
giovani talenti, già considerati di buona affidabilità. Infatti, la formazione iniziale messa in campo da Massimiliano Allegri in Chievo-Juventus, aveva un’età media di 24,27 anni, salita al 24,90 con gli ingressi di Llorente (29) e Pereyra (23) in luogo di Vidal (27) e dell’esordiente Coman (18). Il parigino è risultato il più giovane, mentre il capitano Buffon (36) quello più esperto, attributo che manterrà anche con il rientro del trentacinquenne Andrea Pirlo. Per quanto concerne la Roma, tra gli uomini schierati da Luis Garcia contro la Fiorentina, sono risultati De Sanctis (37) e Totti (37) quelli con l’età maggiore, a fronte dei più giovani Iturbe (21) e Ljiajc (22). L’11 titolare aveva un’età media di 28,63, scesa a 28,45 nella ripresa. Quanto emerso, testimonia come la campagna acquisti imbastita dal direttore Walter Sabatini abbia integrato al blocco vincente della scorsa stagione, sia elementi di esperienza internazionale, come Keita (34) e Ashley Cole (33), sia giovani di valore come Manolas (23) o Iturbe (21). Il Napoli di Benitez, invece, è arrivato a Marassi con una età media di 26,36 anni (superiore alla bianconera ma inferiore alla capitolina), con i soli Maggio (32) e Inler (30) sulla soglia dei trenta, con Jorginho (22) e Insigne (23) tra i meno maturi. Proprio l’uscita di scena del fantasista di Frattamaggiore, in luogo di Michu (28) ha portato il dato a crescere fino ai 26,72 anni medi di fine partita. [Grafico 4]

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LINEA VERDE – In generale, per quel che riguarda i giovani della serie A, taluni sono riusciti a mettersi in mostra già nel corso della prima giornata, vedasi l’ottima gara disputata dagli esordienti Coman (18) e Manolas (23), o dal palermitano Dybala (20), andato a segno nel pareggio casalingo con la Sampdoria, o ancora della coppia d’attacco neroverde Berardi (20) Zaza (23), che al 42’ di
Sassuolo-Cagliari ha imbastito l’azione del primo gol, nata su un traversone dalla destra del primo, corretto in rete con una stupenda volèe di sinistro dal secondo, a cui ha risposto due minuti dopo Sau (24) per il definitivo 1-1.

Ad ogni modo, il prosieguo del campionato sarà una vetrina anche per altre promesse, come i fiorentini Babacar (21) e Marcos Alonso (23), gli atalantini Zappacosta (22) e Sportiello (22), ma ancora Widmer (21) e Guilherme (23) dell’Udinese, Sanchez Mino (24) del Torino, Longo (22) e Crisetig (21) del Cagliari, i doriani Regini (23) e Soriano (23), o anche Belotti (20) del Palermo, Sturaro (21) ed Edenilson (24) del Genoa, i partenopei Lopez (24) e Koulibaly (23), e i giallorossi Paredes (20) e Ucan (20), con la speranza che la loro possibile esplosione possa contribuire ad aumentare l’appetibilità della serie A.

Fabio Fin