Dopo l’annuncio di ieri del Ministro Madia sul blocco degli stipendi dei dipendenti statali per il 2015, arrivano le reazioni dei sindacati, evidentemente turbati per questa batosta.

I sindacati sono sul piede di guerra e annunciano mobilitazione per l’autunno. L’ennesimo stop all’adeguamento degli stipendi statali sembra sia un punto intollerabile per la pubblica amministrazione. A parlare è il segretario generale di FP-CGIL Rossana Dettori, che si sfoga sull’ Huffington Post dicendosi “sconcertata”. “Non molto tempo fa era stato il Ministro Madia a tranquillizzarci – racconta Dettori – dicendo che il rinnovo del contratto era un diritto dei lavoratori pubblici”. La Dettori annuncia poi forti mobilitazioni per la questione. In realtà la notizia era nell’aria fin dalla creazione del Def, ma allora il ministro Padoan disse che la norma non poteva prevedere norme future. In pratica, se il governo avesse voluto rinnovare il contratto ai dipendenti della PA avrebbe dovuto trovare i soldi. I soldi, evidentemente, non sono stati trovati.

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Nonostante la questione già impostata nel Def, più voci provenienti dal governo dicevano che il rinnovo ci sarebbe stato. Madia, il sottosegretario all’economia Barretta, anche Delrio che etichettava come “bufale giornalistiche” le teorie secondo cui non ci sarebbe stato il rinnovo.

Secondo Michele Gentile, responsabile dei Settori Pubblici per la CGIL, il mancato rinnovo costerà solo quest’anno ben 600 euro ad ogni singolo dipendente pubblico. Considerando tutto il periodo di blocco degli stipendi, il costo per lavoratore sale a 4800 euro. D’accordo con la CGIL anche Landini, che si dice favorevole ad uno sciopero dei dipendenti della PA.

Quella del mancato rinnovo dei contratti è una promessa non mantenuta per Renzi, che riesce però a disinnescare un problema in vista della manovra di bilancio resasi necessaria per i dati negativi sul PIL. La manovra, da 20 miliardi di euro, ha già enormi responsabilità, come l’allargamento del bonus IRPEF e l’aumento degli investimento in ricerca e istruzione. Il rinnovo dei contratti della PA sarebbe costato quasi 4 miliardi di euro, un investimento impossibile per gli stretti spazi di manovra in cui opera il governo.

Francesco Di Matteo