E’ un Matteo Renzi che non intende piegarsi al ‘galateo politico’ quello che ha deciso di non recarsi a Cernobbio. Il salotto buono della finanza italiana, che da sempre vede protagonista il mondo della politica, italiana ed europea, quest’anno non vedrà la presenza del premier. Saranno però presenti ben 7 ministri, 3 ex premier, e vari esponenti della politica europea, tra cui Barroso.

Non andrò a Cernobbio” spiega Matteo Renzi, notoriamente, almeno pubblicamente, avverso agli ambienti del “salotto buono”. Più volte il premier ha pubblicamente attaccato gli ambienti economici e finanziari d’élite del Paese, colpevoli di aver “rovinato l’Italia”. E non bastano le amicizie personali del premier con molti componenti del forum di Cernobbio, comprese le amicizie con Briatore, Della Valle e Davide Serra. D’altra parte non è che il salotto buono di Cernobbio ami particolarmente Renzi, che più volte ha denunciato la ‘discriminazioni’ di questi nei confronti dei renziani. “Ci considerano barbari” ha detto varie volte.

Non è la prima volta che Renzi diserta un incontro con l’élite economica nazionale. Infatti il premier era già mancato al meeting di Rimini, altro importante appuntamento della politica e dell’economia italiana. Saltato anche l’appuntamento con Confindustria a Roma, qualche tempo fa.

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Renzi ama, nella sua linea politica, avere sempre un nemico contro cui scagliarsi. Prima la vecchia dirigenza diessina, poi i vertici (Bersani) “bolliti”, ed ora ha scelto il suo nuovo nemico: “il salotto buono”. Renzi sa benissimo che avere un nemico sempre e comunque riesce a unificare il partito, in particolare la sua fazione, specie in questa fase in cui la pax renziana sembra essere terminata e che la minoranza del PD, guidata all’assalto da Bersani e D’Alema, sta prendendo forza.

Il premier sa, in fondo, che determinati ‘scontri’ generano consenso. Non è un caso che ogni qualvolta Renzi faccia un attacco verso il salotto buono, o comunque gli ambienti elitari e distanti un abisso dalla base popolare, questo guadagni in termini di consenso. I più maligni, invece, credono che Renzi abbia avuto paura di sottoporsi al giudizio del salotto buono. L’ultima volta il premier ne uscì con una promozione con riserva, soprattutto visto il breve tempo al governo. Stavolta, invece, con la definizione della linea economica che può essere definitiva, con un sostanziale affiancamento alle politiche filo-europee e di austerità di Monti prima e Letta poi, con le dovute differenze del caso.

Chi invece parteciperà a questo vertice sarà Casaleggio, guru del MoVimento 5 Stelle che, nonostante il pubblico disprezzo verso i banchieri, considerati poco meno che massoni criminali, parteciperà per il secondo anno consecutivo alla convention per il secondo anno consecutivo. Parteciperanno anche 7 ministri (Lupi, Padoan, Madia, Boschi, Poletti, Giannini e Lorenzin) e 3 ex premier, Prodi, Letta e Monti, personalità che ormai sono di casa in quegli ambienti. Anche da Bruxelles arriverà una nutrita truppa, guidati da Almunia e Barroso, mentre arriveranno il premio Nobel Shimon Peres e il senatore americano John McCain.

Francesco Di Matteo