La scuola italiana è poco efficiente. A dirlo è l’OCSE, che ha presentato a Londra un rapporto commissionato da Gems education, gruppo privato di Dubai (Emirati Arabi Uniti).

Il rapporto analizza l’efficienza con cui vengono stanziati i budget per l’istruzione in ciascun paese, al fine di misurare quale sistema produce un ritorno educativo migliore per ogni dollaro investito. In parole più semplici, si tratta di vedere come si ottenga un’educazione migliore a parità di spesa: entrano in gioco variabili come il rapporto tra insegnanti e studenti (nella scuola italiana ci sono 10,8 allievi per ogni insegnante), gli stipendi degli insegnanti -tema sempre caldo sul fronte sindacale- ed i punteggi dei test PISA, questionari svolti a cadenza triennale da studenti quindicenni e che valutano le conoscenze matematiche, letterario-linguistiche, scientifiche e logiche apprese ma anche applicate: una prova per certi versi simile a quella dei tanto criticati (e sbeffeggiati) test INVALSI.

La ricetta per la scuola

Secondo Peter Dolton, esperto della London School of Economics, l’Italia potrebbe avere due alternative per guadagnare posizioni in graduatoria: aumentare gli stipendi degli insegnanti, opzione difficilmente percorribile in periodi di tagli al bilancio ed alla spesa pubblica, oppure ridurre il rapporto professori-studenti, pratica possibile solamente attraverso nuove assunzioni.
Dati alla mano, per raggiungere la Finlandia sarebbe necessario ridurre a 8,2 gli allievi per ogni insegnante (-24,4%) oppure aumentare da 31.460 dollari a 34.760 dollari lo stipendio medio annuo degli insegnanti, un incremento del 10,5%. Con altri numeri, logicamente, possono essere attuate entrambe le scelte.

Cosa dicono i dati

L’obiettivo della ricerca, tuttavia, secondo gli autori è quello di analizzare i dati, e non di indicare ai governi le politiche da intraprendere. “Questo rapporto – spiega Andreas Schleicher dell’OCSE – esamina le scelte di spesa fatte da quei paesi che stanno ottenendo i migliori risultati con meno risorse. Mentre la spesa per ogni studente del mondo industrializzato è aumentata di oltre il 30% nell’ultimo decennio, il livello di apprendimento nella maggior parte dei paesi è rimasto piatto“. Va tuttavia considerato che l’Italia rientra nel gruppo dei paesi “più efficaci che efficienti: raggiunge risultati migliori in termini di qualità piuttosto che di efficienza. Ciò potrebbe dipendere anche dal fatto che i suoi sistemi generano altri risultati che non vengono acquisiti dalle statistiche PISA”.

Indice di efficienza – “Valore dell’investimento” in spese per l’istruzione e risultati

  1. Finlandia
  2. Corea del Sud
  3. Repubblica Ceca
  4. Ungheria
  5. Giappone
  6. Nuova Zelanda
  7. Slovenia
  8. Australia
  9. Svezia
  10. Islanda
  11. Regno Unito
  12. Franceia
  13. Israele
  14. Paesi Bassi
  15. Irlanda
  16. Austria
  17. Norvegia
  18. Belgio
  19. USA
  20. Cile
  21. Turchia
  22. Danimarca
  23. Italia
  24. Portogallo
  25. Germania
  26. Spagna
  27. Grecia
  28. Svizzera
  29. Indonesia
  30. Brasile

 

Moricca Simone