Brutte notizie per gli studenti italiani che negli anni passati sono emigrati in Albania per studiare. L’Università di Tirana, infatti, ha dimezzato i posti messi a disposizione per gli studenti italiani.

La decisione, apparentemente presa congiuntamente dal Ministro dell’Istruzione Giannini e dall’università di Tirana, ha spiazzato molti studenti. L’Università albanese, infatti, era per molti una valida alternativa ai difficilissimi test di ammissione italiani, in particolari per le facoltà mediche. Negli anni sono stati centinaia gli studenti che, sfruttando i le collaborazioni tra l’Università di Tirana e alcuni atenei italiani, sono andati nella capitale albanese aggirando il test di ammissione.

Quest’anno, però, la musica è cambiata. Su accordo tra l’università albanese e il ministro Giannini i posti riservati agli studenti italiani sono praticamente dimezzati: circa 40 posti per medicina contro i 80 disponibili nel 2013/2014 a cui vanno aggiunti poco meno di 70 posti divisi tra Odontoiatria, Scienze Infermieristiche e Fisioterapia. In totale ci saranno 110 posti disponibili, contro i 280 previsti l’anno scorso.

L’Università di Tirana ha collaborazioni con vari atenei italiani, tra cui Tor Vergata, l’Aldo Moro di Bari e la Statale di Milano, che permetteva agli studenti di vedersi riconoscere il titolo conseguito dall’altra parte dell’Adriatico. L’Università di Tirana offre corsi di tutto rispetto, ma a tariffe molto alte, di molto più alte rispetto alle tariffe degli albanesi. La retta annuale per uno studente di medicina si aggira sui 7.000 euro, contro i 4.500 chiesti ad un albanese.

Già quest’anno, comunque, le domande per andare a Tirana erano di molto diminuite. Infatti molti studenti stanno aspettando la decisione del ministro Giannini, che a più riprese ha annunciato di voler cancellare il test di ammissione, facendo da freno agli studenti italiani pronti a far le valigie alla volta di Tirana. La questione resta ancora in stand-by per la ferma opposizione di molti rettori, preoccupati di sballare la programmazione di posti di medicina a livello nazionale ed europeo.

Francesco Di Matteo