Solidarietà a costo zero. Sembra quasi di leggere questo dopo l’annuncio che il Jobs Act si vedrà arricchito di un nuovo emendamento, presentato dalla leghista Emanuela Munerato e appoggiato da una larga maggioranza del governo Renzi: stiamo parlando delle ferie in regalo ai dipendenti bisognosi, con particolari e gravi casi personali o familiari.

L’emendamento si ispira direttamente ad una legge francese, la legge Mathys, che prende il nome da una triste vicenda accaduta nel 2009. Nello stabilimento di Saint Galmier, Christophe Germain, lavoratore e padre di famiglia, si vide costretto a tornare in servizio dopo aver esaurito tutti i giorni di ferie e i permessi retribuiti per poter assistere suo figlio Mathys, un bambino di 10 anni affetto da un tumore al fegato.

Immediata è stata l’attivazione dei colleghi di Christophe, i quali, dopo aver trovato un accordo con l’azienda, sono riusciti a donare una piccola parte delle loro ferie all’uomo, in modo tale che quest’ultimo potesse tornare a casa da suo figlio e assisterlo nel migliore dei modi. Purtroppo Mathys si è spento il 31 dicembre 2009, ma la gara di solidarietà attuata ha fatto sì che potesse tramutarsi in legge e l’Italia, adesso, non vuole essere da meno.

All’interno dell’emendamento ci sarà la possibilità sia per i dipendenti pubblici che privati di rinunciare a uno o più giorni di ferie per regalarli ad un collega con specifiche esigenze: figli minori affetti da malattie, handicap, particolari patologie o vittime di gravi incidenti in cui è richiesta un’assistenza stabile da parte del genitore.

Tanto ottimismo da parte dell’ex ministro Saccomanni, adesso a capo della commissione lavoro del Senato e relatore della maggioranza: «la proposta verrà sicuramente approvata. Inoltre si inizierà a concepire l’azienda come una comunità di persone nella quale dotarsi di servizi solidali.» In ultimo, ma non meno importante, questa novità non apporterebbe alcun costo gravoso al bilancio dello stato.

Finalmente un emendamento che rientri all’interno dei classici parametri del welfare e, nonostante per l’ennesima volta abbiamo dovuto ispirarci ad una legge approvata già da diversi anni all’estero, rimane comunque da dire che in Italia una gara di solidarietà del genere c’è già stata non molto tempo fa.

Come riporta il quotidiano “Tirreno”, Rossella Cionini, dipendente dell’azienda di trasporti Ctt Nord, dopo aver usufruito delle ferie e dei permessi per potersi curare da una grave malattia, si è vista costretta a rientrare in servizio una volta consumati tutti i giorni utili e retribuiti. Rientrare o non rientrare a lavoro, continuando così le cure, ma rischiando di perdere lo stipendio?

Per Rossella la soluzione è stata quasi immediata: in accordo con la Ctt Nord, ogni dipendente ha rinunciato ad una parte delle proprie ferie donandole alla collega, la quale ha potuto continuare tranquillamente le cure senza neanche dover usufruire dei 250 giorni retribuiti accumulati a seguito della generoso regalo dei suoi colleghi. Per non perdere la rimanenza delle ferie retribuite, l’azienda ha inoltre istituito un fondo aziendale da cui poter attingere in caso di necessità simili a quelle della signora Rossella.

Tuttavia, nonostante l’idea della creazione di un fondo possa ritenersi buona, l’autrice dell’emendamento, Emanuela Munerato, ha precisato che «Nel Jobs act questa possibilità non è prevista, ma alcune ulteriori modifiche potrebbero essere adottate allargando la casistica a cui applicare questi atti di solidarietà.»

Dopo tanto parlare di riforme e di welfare, qualcosa è andato a buon fine e comunque vada è sempre bello poter sapere che da oggi in poi si potrà contare anche sulla solidarietà dei colleghi.

Maria Stella Rossi