Mercoledì 4 settembre allo stadio San Nicola di Bari contro l’Olanda, la prima uscita ufficiale della nuova nazionale italiana targata Antonio Conte.

Lunedì 1 settembre, il primo ritiro: appena 4 giorni di lavoro e sole 6 sessioni di allenamento; eppure i primi risultati non hanno stentato a mostrarsi e la prestazione nel suo complesso ha convinto parecchio.

Un’Italia che sembra aver perfettamente rimarginato le ferite rimediate al mondiale brasiliano, una squadra che ha rapidamente riordinato le idee e che, sebbene siano trascorsi appena 2 mesi dalla clamorosa eliminazione ai gironi, sembra anni luce avanti rispetto a quella del predecessore Prandelli, considerando anche le assenze di uomini chiave come Pirlo e Chiellini.

Si è trattato pur sempre di un’amichevole e per di più contro un’Olanda spenta, opaca e mutila del suo migliore elemento Robben, ma era assolutamente necessaria una scossa che ridestasse gli azzurri.
Ora la squadra è attesa martedì 9 settembre al primo test importante contro la Norvegia, valido per le qualificazioni agli europei di Francia 2016. Si giocherà allo stadio Ullevaal di Oslo alle 20:45, con diretta tv su Raiuno.

Con questa vittoria per due reti a zero, Conte prosegue nella sua striscia positiva per ciò che riguarda gli esordi: aveva vinto anche nelle ultime tre stagioni di Serie A con la Juventus (2 volte contro il Parma, nelle stagioni 2011/12 e 2012/13 ed una contro la Sampdoria, in quella 2013/14) e non ha deluso le aspettative neppure questa volta.

Che la musica fosse tutt’altra rispetto alla nazionale comparsa in Brasile lo si è capito fin dal primo minuto di gara: un pressing asfissiante, che ha intimidito gli Orange ed ha impedito ai suoi difensori di impostare il gioco. L’Italia, al contrario, è apparsa molto sicura nel far girare la sfera, mai gettata via, con capitan De Rossi in interdizione e ad impostare. La coppia d’ attacco Immobile- Zaza non ha per nulla deluso. I due giovani, prima volta in coppia, hanno mostrato buon affiatamento e non hanno fatto rimpiangere il non convocato Balotelli, uomo chiave del reparto offensivo prandelliano.

Non un bel gioco quello espresso dal 3-5-2 schierato in campo, ma siamo appena alla prima e per migliorare in questo non mancherà tempo. Ciò che non è assolutamente mancata è stata la concretezza di un gioco rapido, senza fronzoli, teso a colpire con verticalizzazioni per le due punte.

Agli azzurri sono infatti bastati appena 10 minuti per archiviare la pratica. Un uno-due terrificante che ha stordito gli olandesi, davvero irriconoscibili rispetto a quelli che in Brasile hanno chiuso come terzi classificati. Terzo minuto: lancio dalle retrovie di Bonucci che va a pescare Immobile in anticipo sui due difensori; dribbling sulla sinistra ad evitare il portiere Cilessen in uscita e pallone depositato nel sacco. Scena fotocopia appena 7 minuti dopo: lancio di De Rossi per Zaza, in largo anticipo su Martins Indi. L’attaccante ormai solo contro il portiere, viene atterrato in aria dal difensore in ampio ritardo. Calcio di rigore e cartellino rosso per il terzino olandese, colpevole di fallo da ultimo uomo. Dal dischetto trasforma De Rossi. Orange in dieci uomini e partita in discesa. Da questo punto in poi, match un po’ spento ed Olanda mai realmente pericolosa.

Per quel che riguarda il pubblico, in 48.000 ad incoraggiare gli azzurri, segno evidente che Conte piaccia, e pure parecchio. Del resto, i numeri parlano chiaro: in Italia nessuno ha fatto meglio, con tre scudetti in tre stagioni di Serie A. Chi attendeva risposte positive da questa nuova nazionale, può dirsi pienamente soddisfatto.

Speriamo che il tecnico riesca a rilanciare il calcio nostrano, a ben allevare i talenti, specie giovani, e a riaccendere la passione negli italiani, portando dalla sua parte, come ha sempre fatto, anche i più scettici.

Fonte immagine in evidenza: lastampa.it

Guardi Roberto