Finite le vacanze, si torna a fare i conti con le bilance: carni bianche e verdurine tagliuzzate, nei prossimi mesi, occuperanno il posto delle allegre grigliate e delle abbuffate estive. Non disperate: c’è una parte del corpo che non ha bisogno di diete dimagranti, e che non è soggetta alla legge non scritta del “se è buono, fa ingrassare”. Una delle pietanze predilette da questa parte del corpo è senza dubbio la letteratura. Piatto saporito e che non fa male! Non ho mai sentito, infatti, alcun medico ammonire un paziente con frasi del tipo «vacci piano che tieni il colesterolo, vuoi che ti venga un infarto?» per aver esagerato con Pirandello o con Kerouac.

Ho sentito dire, invece, «Chi non legge Cortázar è spacciato. Non leggerlo è una malattia molto seria e invisibile, che col tempo può avere conseguenze terribili». Come dare torto al buon Pablo Neruda dopo aver assaggiato un po’ delle ricette dello scrittore argentino?

Se non avete mai letto Cortázar, questo è il momento giusto per iniziare: Julio “compie” cent’anni e la Sur –casa editrice indipendente, nata alla fine del 2011, specializzata in letteratura sudamericana e che mai mi stancherò di ringraziare– ci regala la traduzione di “Un Tal Lucas”, opera del 1979, fino ad ora inedita in Italia, che può considerarsi la continuazione ideale di “Storie di Cronopios e Famas”.

Non parliamo di un romanzo, e nemmeno di una raccolta di racconti o di saggi. “Un certo Lucas” è una raccolta di micronarrazioni: con tratti essenziali la penna di Cortazár ci trascina in un mondo parallelo, il mondo di Lucas. Lucas che va in ospedale. Lucas e le sue conferenze. Lucas raccontato e Lucas che racconta la sua quotidianità. Vi capiterà di leggere, ad esempio, di un paese che esiste nel mondo di Lucas – il « paese governato dal generale Orangu» – in cui al raggiungimento della maggiore età , per la felicità di tutti, il governo inietta dei pesciolini d’oro nelle vene. Esserini minuscoli che vivono, si riproducono e muoiono all’ interno dell’organismo dei cittadini. I guai iniziano quando il tasso di mortalità delle minuscole creature aumenta, i cadaveri degli ospiti ostruiscono vene e arterie e bisogna ricorrere, periodicamente, ad antidoti costosissimi che non tutti possono permettersi; ma «cosa importa la miseria, dopotutto, quando si sa che ognuno ha i suoi pesciolini d’oro e che presto arriverà il giorno in cui una nuova generazione li riceverà a sua volta e ci saranno feste e ci saranno canti e ci saranno balli?».

Preparatevi ad essere nostalgici, il mondo di Lucas vi mancherà. Una volta consumate le 196 pagine tradotte da Ilide Carmignani, correrete a fare scorte di libri, perché un antipasto del genere non può che essere seguito da un ricco banchetto. A base di Cortàzar, naturalmente.

Luigi Tammaro