Si è appena conclusa la 71ª edizione della Mostra del cinema, o Mostra internazionale d’arte cinematografica, cominciata il 27 agosto e terminata il 6 settembre 2014. Come da tradizione la cornice è stata quella del Lido di Venezia, e nello specifico la manifestazione ha avuto luogo nello storico Palazzo del Cinema, come avviene, salvo la parentesi di alcuni anni caratterizzati dalla drammaticità degli eventi della Seconda guerra mondiale, fin dalla prima edizione che si tenne nel lontano 1932 (si tratta infatti del festival cinematografico più antico del mondo).

Nell’edizione di quest’anno la mostra è stata inserita in un contesto di più ampio respiro, lo scenario della Biennale di Venezia, ente che organizza esposizioni multidisciplinari, inclusa la nota Esposizione internazionale d’arte contemporanea.

Venti i film in concorso, con Birdman di Alejandro González Iñárritu, commedia drammatica interpretata da Michael Keaton, Zach Galifianakis ed Edward Norton, ad aprire il festival, accolto da consenso diffuso e sentiti applausi. La Giuria della sezione ufficiale, presieduta dal musicista francese Alexandre Desplat (sei nomination all’Oscar più un Golden Globe vinto per le sue colonne sonore), era costituita da altri otto giudici di diverse nazionalità, tra cui l’attore e regista italiano Carlo Verdone e l’attore britannico Tim Roth. Anche quest’anno la direzione del festival è stata affidata ad Alberto Barbera, noto critico cinematografico che nel 2010 ha fatto parte della giuria del concorso del Festival di Cannes.

Più che positivo l’approccio della critica per uno dei film italiani più attesi, Il giovane favoloso, di Mario Martone, dedicato alla vita e alla figura di Giacomo Leopardi. A vestire i panni del poeta di Recanati un Elio Germano perfettamente in grado a detta dei più di incarnare la sofferenza di un animo infelice e il dolore di un corpo malato, peculiarità di un artista che ci ha descritto la bellezza e l’orrore del vivere. Timido, invece, il plauso critici per Pasolini, film biografico di Abel Ferrara dedicato alla ricostruzione dell’ultimo giorno del poeta, scrittore e regista, interpretato da Willem Dafoe. Più una fiction che una ricostruzione storica “l’accusa” rivolta a Ferrara, e il paragone con Martone (entrambi hanno portato alla Mostra personalità artistiche uniche) sembra essere tutto dalla parte del regista di Noi credevamo. Proiettato fuori concorso il film Italy in a day, che Gabriele Salvatores ha realizzato con il montaggio degli oltre 40mila video amatoriali girati e inviati da persone comuni che, secondo le parole del regista, esprimono “la voglia di avere un futuro” viva nel popolo italiano. Presente al Lido anche una leggenda come Al Pacino, fabbro della provincia americana alle prese con un passato che sta per riaffiorare in Manglehorn di David Gordon Green. Perez di Edoardo De Angelis è stato accolto come uno dei migliori film fuori concorso: Luca Zingaretti è un avvocato della Napoli del Centro direzionale che si confronta con un personaggio misterioso e oscuro interpretato da Marco D’Amore, in breve tempo salito alla ribalta per il successo di Gomorra – La serie.

Quanto ai premi, i protagonisti del film drammatico Hungry Hearts di Saverio Costanzo, Adam Driver e Alba Rohrwacher, hanno ricevuto entrambi la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile e femminile. Gran premio della giuria al documentario di Joshua Oppenheimer sul genocidio avvenuto in Indonesia negli anni ’60, dal titolo The look of silence. L’ambito Leone d’oro è andato al regista svedese Roy Andersson per A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence, un’analisi sui comportamenti umani, la cui “stranezza” emerge soprattutto osservandoli da un punto di vista differente. A margine del concorso sono stati assegnati due Leoni d’oro alla carriera, al regista statunitense, dedito all’attività di documentarista, Frederick Wiseman, e a Thelma Schoonmaker, montatrice, storica collaboratrice di Martin Scorsese e vincitrice di tre premi Oscar per il miglior montaggio per Toro scatenato, The Aviator e The Departed. Riconoscimento anche per James Franco, che ha ricevuto l’ambito premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker, dedicato a personalità che hanno lasciato il segno nel cinema contemporaneo.

La Mostra è giunta alla 71ª edizione, e ancora una volta non ha tradito le attese, con personalità di spicco del cinema italiano e internazionale, registi e attori affermati e giovani emergenti, una giuria di qualità, pellicole che riempiranno le sale e premi storici come il Leone d’oro, considerato uno dei più importanti dal punto di vista della critica cinematografica. Appuntamento al prossimo anno per la nuova edizione, dunque, come sempre imperdibile, per tutti i cinefili e non solo.

Marco Passero