Il mercato del lavoro è al centro degli interessi del governo guidato da Matteo Renzi. Le riforme strutturali di cui ha bisogno il Paese si aggirano tutte intorno al solito argomento. Il lavoro, appunto.

La riforma del mercato del lavoro “ha un ruolo centrale” secondo il ministro dell’Economia Padoan. Al meeting Ambrosetti a Cernobbio, infatti, il ministro ha parlato delle riforme economiche che il governo si appresta a varare. “La rimodulazione con cui si crea occupazione – spiega il ministro – ha un effetto segnaletico importante, dentro e fuori il Paese”. Interrogato sugli effetti benefici del mettere mano a troppi temi contemporaneamente, il ministro afferma che la sinergia delle riforme è importante, visto che si sostengono a vicenda.

Il ministro protegge anche chi accusa il governo di fare molti annunci e pochi fatti sul piano economico. “La PA aiuta i mercati e il lavoro, così come la giustizia” spiega il ministro. Padoan ha poi spiegato che nei prossimi mesi sarà messo a punto un piano per avvicinare una serie di investimenti forti alla disciplina di bilancio, assicurando che quest’anno l’Italia non sforerà il tetto del 3%. “Il recuperato credito dell’Italia sui mercati ha fatto notevolmente abbassare lo spread, e difenderemo questo livello cercando ulteriormente di abbassarlo” conclude il ministro.

pier-carlo-padoan[1]

Parla del lavoro anche il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, intervistata da Il Messaggero. Il ministro, durante l’intervista, spiega che Marchionne ha ragione riguardo l’articolo 18. “L’articolo 18 pesa troppo sulle aziende”, spiega il ministro che ritiene sia necessaria una riforma generale del mercato del lavoro affinchè si sviluppi un sistema più moderno. “Il mondo del lavoro oggi ha bisogno di regole nuove – aggiunge Guidi – diverse, più moderne. In questa revisione tutto è possibile. Garantire le tutele non significa ingessare il sistema e non avere a disposizione strumenti utili per un sistema che è cambiato”. Sull’argomento, a detta del ministro stesso, c’è un certo accordo nel Consiglio dei Ministri che sostiene tutto un pacchetto di norme che andranno a rivalutare il mercato del lavoro.

Guidi si è anche detta in perfetta sintonia con il manager di Fiat, Sergio Marchionne, ma che l’articolo 18 non è un campo di sua competenza. Il ministro, poi, si è detto convinto che la ripresa arriverà nella seconda parte dell’anno, dove si vedranno “gli effetti benefici di molte iniziative, compresi gli 80 euro”.

Sulle riforme del mercato del lavoro il ministro sa che incontrerà seri ostacoli. “Quando si cerca di cambiare – spiega il ministro – è chiaro che esiste uno status quo sedimentato per anni che cerca di resistere. Per qualcuno è difficile da accettare, ma l’importante è avere una visione equilibrata e di insieme. Anche sulle riforme impostate, se arrivano dalle parti sociali richieste di modifica non mi meraviglio, perché ritengo siano fisiologiche”.

Francesco Di Matteo