Sono pronte le nuove sanzioni contro la Russia da parte dell’UE. A dirlo è la portavoce della Commissione Europea Pia Ahrenkilde-Hansen, la quale ha comunicato che entro oggi gli ambasciatori dei 28 Stati membri daranno in forma scritta il via libera alle nuove sanzioni “sia ampliabili che reversibili” indirizzato a Mosca, che sarà presumibilmente pubblicato nella giornata di domani sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. Anche la tenuta del cessate il fuoco avrà i suoi effetti: infatti “sarà essenziale per l’applicazione o meno del nuovo pacchetto di sanzioni”, il cui bersaglio sembrano essere le compagnie petrolifere russe Rosneft, Transneft e Gazprom Neft, oltre ai consueti blocchi dei visti e degli assets patrimoniali per ufficiali ed entità russi, tra cui anche i leader separatisti.

Così, mentre gli occidentali si dicono preoccupati per la tenuta della tregua, mentre i russi si dichiarano ottimisti, è il premier russo Medvedev a rispondere alle minacce comunitarie con un’intervista al quotidiano economico Vedomosti nella quale avvisa che il Cremlino reagirebbe “asimmetricalmente” ad ulteriori sanzioni: un blocco dello spazio aereo russo “potrebbe condurre molte compagnie aeree in difficoltà alla bancarotta”, ha lasciato intendere. “Se ci saranno sanzioni legate al settore energetico, o altre restrizioni al settore finanziario, dovremo rispondere asimmetricalmente… Per esempio, con restrizioni nel settore dei trasporti. Lavoriamo sulle basi di relazioni amichevoli con i nostri partners, e questo è il motivo per il quale i cieli russi sono aperti. Ma se saremo colpiti, dovremo reagire.”

In Ucraina, intanto, continuano ad essere infiammati i toni: il premier ucraino Arsenij Jacenjuk ha affermato di voler introdurre la legge marziale nell’est del paese in caso di fallimento del piano di pace, mentre è stato ufficialmente concordato uno scambio di prigionieri tra il governo di Kiev e quello di Donec’k. Circa 300 separatisti saranno riconsegnati, in cambio di circa un migliaio di soldati di Kiev. Ciononostante, alcuni colpi si sono sentiti nei dintorni di Mariupol’, città costiera obiettivo della Novorossija poiché situata sulla strada che da Rostov-na-Donu conduce in Crimea, e nei pressi dell’aeroporto di Donec’k.

Inizia nel frattempo, in base agli accordi tra Kiev e Washington, una esercitazione navale congiunta nel Mar Nero ucraino-americana, alla quale partecipano anche Spagna, Canada, Romania e Turchia, che durerà fino al 10 settembre.

Il Segretariato Generale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani comunica che è stato superato il numero delle 3000 vittime durante il conflitto, includendo anche le 298 persone decedute con l’abbattimento del volo MH17, mentre Amnesty International denuncia che sia i militari ucraini che le truppe separatiste si sarebbero macchiate di crimini di guerra, affermando di avere immagini che provano il diretto coinvolgimento di Mosca nel conflitto, che il Cremlino ha sempre smentito.

Moricca Simone