Si è conclusa la festa democratica a Bologna, chiusa dal Premier e Segretario Matteo Renzi, che dopo qualche giorno di silenzio approfitta del palco bolognese per rispondere alle polemiche degli ultimi giorni e al rafforzamento della minoranza interna del partito.

Renzi si dimostra ancora una volta deciso, e non disponibile ad “arretrare di mezzo centimetro”. Il discorso di Renzi ha attraversato vari temi, dalla politica estera all’economia, fino alle vicende interne e locali.

Non arretriamo di mezzo centimetro sulle riforme” dice il premier dal palco. Renzi si scaglia contro “i gufi” che stanno cercando di affossare le riforme, da quella elettorale a quella costituzionale. Il premier afferma che non accetterà ricatti e veti incrociati, più determinato che mai a portare avanti gli obbiettivi. “Ci sono tecnici cresciuti all’ombra della prima repubblica che non hanno saputo leggere Berlusconi e anticipare la crisi ma dicono che gli 80 euro sono un errore, ma non accettiamo lezioni da loro” tuona il segretario. Renzi conferma quanto detto qualche giorno fa: gli 80 euro restano, anzi saranno aumentati se possibile. Il Premier definisce il bonus Irpef una questione di giustizia, per i cittadini che “dopo aver dato tanto allo Stato finalmente si vedono ridare qualcosa”. Sempre sul tema delle riforme, poi, il premier invita l’assemblea a fare un applauso al Presidente Napolitano, “costretto a rimanere lì per il bene degli italiani” e oggetto di una campagna mediatica “indecente ed indecorosa”.

PD: RENZI, C'E UNA SINISTRA OSSESSIONATA DA DENARO

Il Segretario ne ha anche per i sindacati. “Io sono per l’uguaglianza – urla dal palco – non per l’egalitarismo”. Il premier ha confermato la sua idea per i lavoratori, ovvero di contratti che prevede scatti non in base all’anzianità ma al merito. “Il merito è di sinistra, la qualità è di sinistra, il talento è di sinistra” spiega il Renzi, “io voglio stare dalla parte dell’uguaglianza non dell’egalitarismo”.

Renzi si confronta anche sulla politica estera, approfittando della presenza dei leader europei: Achim Post dell’SPD; Diederik Samson del partito labourista olandese; Manuel Valls, premier socialista francese; e Pedro Sanchez, giovane ‘stella’ del PSOE in Spagna. Per l’Europa i 5 hanno idee chiarissime, cioè quella di costruire un’Europa che guardi al lavoro come priorità e non sia solo austerità e vincoli di bilancio. Non risparmia, poi, frecciatine a Salvini, che insieme a Razzi si è recato in visita in Corea del Nord, e a Di Battista che ha proposto il dialogo con i paramilitari dell’ISIS. “Con i terroristi dell’ISIS si può parlare, mentre con il PD e Bersani no” commenta sarcastico il premier e segretario.

Renzi, infine, si lascia andare a qualche commento sul partito e sulla situazione locale. Sul partito Renzi ha annunciato che giovedì presenterà la nuova segreteria, “una segreteria unitaria che vuole dar rappresentanza a tutte le idee”, cioè una segreteria che includa anche le minoranze interne. Il premier vuole, quindi, allargare la segreteria, avvisando comunque gli entranti che non saranno accettati veti e ricatti. Sulla questione locale, invece, Renzi parla soprattutto in vista delle primarie che determineranno il successo di Vasco Errani dopo le sue dimissioni. In campo ci sono Bonaccini e Righetti, “due bravi ragazzi” come dice Renzi, anche se sono trapelate voci di una possibile discesa in campo di qualche big del partito. “L’importante è fare le primarie per poi essere tutti uniti per sostenere il compagno di partito” ha concluso poi Renzi.

Francesco Di Matteo