BACOLI- Da meraviglioso punto di approdo nei Campi Flegrei per visitatori, poeti e artisti provenienti da tutto il mondo a bene confiscato alla camorra. E’ una storia senza fine quella di Villa Ferretti, costruzione ottocentesca realizzata sui resti di una residenza patrizia di epoca romana, sita sul promontorio di Baia, nel comune di Bacoli. Scippata al clan locale Pariante nel 2000, la villa consta di un parco incantevole, che accoglie una cavea naturale per manifestazioni artistiche e concerti. All’esterno, tramite passeggiate sontuose, la villa è collegata alla spiaggetta che si situa ai piedi del maestoso Castello Aragonese di Baia.

Un posto magnifico, dove lo Stato ha vinto e la camorra ha perso. Il simbolo più evidente del riscatto di un territorio, che si riprende ciò che gli spetta e lo trasforma in bellezza, cultura, crescita. Giusto? Così dovrebbe essere, in effetti. Ma, come spesso accade, la realtà dei fatti -qui a Napoli, qui in Italia- è ben lontana da come dovrebbe presentarsi.

Tra lavori mai terminati e fondi europei sperperati, Villa Ferretti si è ritrovata al centro di un vero e proprio scandalo. Dopo gli anni Settanta, la villa finisce nelle mani del clan Pariante, a seguito della svendita dell’intero parco, determinata dall’avanzamento graduale del suo degrado, legato alla fine dell’ultima generazione Ferretti. Era destinata a diventare un resort sul mare, da utilizzare per ospitare matrimoni ed altri eventi. Insomma, un investimento niente male per ripulire il denaro della malavita. Poi, la confisca, a seguito di una sentenza del Tribunale di Roma nel 2000. Acquisito il parco all’interno del patrimonio comunale, i primi fondi europei arrivano nel 2006: 1,5 milioni di euro per realizzare un centro internazionale dell’archeologia sommersa ed un museo della pesca. I lavori di restauro furono assegnati ad una ditta privata, sotto la supervisione del Comune di Bacoli. Avviati i primi cantieri, i fondi si esauriscono e la ditta richiede ed ottiene ulteriori 2 milioni di euro dal Comune, che li ha attinti sempre dai finanziamenti provenienti dall’Unione Europea. Tuttavia, nemmeno questi riescono a porre fine al degrado e, quindi, alle numerose polemiche. Senza contare le vicende politiche interne al comune e le diverse investiture prefettizie, che si sono aggiunte.

Nel gennaio 2014, l’attuale sindaco di Bacoli, Ermanno Schiano, decide la sospensione dei lavori. Il motivo? La contestazione alla ditta assegnataria dei lavori di alcune carenze, tra cui la scarsa qualità dei materiali utilizzati per il ripristino delle strutture. La sospensione dei lavori arriva, però, da parte degli amministratori che hanno favorito lo scempio e, per di più, in età già matura, quando varie associazioni locali si erano già mosse per anni a favore dell’accelerazione e della buona riuscita dei lavori a Villa Ferretti, affinché fosse restituita alla cittadinanza e fruibile per iniziative e manifestazioni di rilievo. Nei mesi successivi alla sospensione dei lavori, infatti, arrivano persino sul piccolo schermo, servizi giornalistici realizzati sulla questione di Villa Ferretti: a parlare degli scandali, infatti, un consigliere comunale e altri esponenti dell’associazione Freebacoli, da sempre attiva sul territorio flegreo.

A riprova dell’immenso tesoro archeologico sommerso nelle acque di Baia, viene ritrovata, nel mese di luglio, un’antica maschera di epoca romana. Ad agosto, poi, il Comune decide di interdire l’accesso alla spiaggia di Villa Ferretti, considerandola, improvvisamente, a rischio frana. Un’ulteriore rinuncia forzata di una porzione del proprio territorio inflitta ai cittadini di Bacoli. Ad un anno da quella che doveva essere la data di chiusura dei cantieri, oltretutto, il teatro di Villa Ferretti si presenta in uno stato di completo abbandono, pieno di erbacce selvatiche e rifiuti.

Doveva essere il simbolo della vittoria dello Stato sulla malavita organizzata. Invece, per ora, Villa Ferretti rimane l’evidenza di una partita da cui le istituzioni hanno fatto poco o nulla per non uscire sconfitte. Recentemente, la Regione ha affidato Villa Ferretti alla Commissione per il recupero dei beni confiscati, presieduta dal consigliere Antonio Amato. Che il gioiello della storia romana, patrimonio dei Campi Flegrei, venga finalmente restituito alla cittadinanza? Staremo a vedere, fiduciosi, forse non troppo, che l’epoca degli sprechi e del malaffare sia finita.

Sonia Mazzella