Dopo giorni di smentite Cottarelli è ad un passo all’addio. Secondo quanto dice il Corsera già in ottobre sarà impegnato al Fondo Monetario Internazionale. E’ il secondo commissario che ad andare via, prima di lui Enrico Bondi.

La rottura, consumata a fine luglio, quando Carlo Cottarelli tramite un post sul famoso social network Facebook spiegava che le spese “non sarebbero state coperte”, cosa che avrebbe vanificato il tentativo di tagliare le tasse.

Ma dopo il suo sfogo social, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’approvazione dell’emendamento che consente quattromila pensionamenti nella scuola. Cottarelli spiegava che nel Governo “Si sta diffondendo la pratica di autorizzare nuove spese indicando che la copertura sarà trovata attraverso future operazioni di revisione della spesa o, in assenza di queste, attraverso tagli lineari delle spese ministeriali”. Un segnale chiaro: se il Governo ha ritenuto la spending review un bancomat, ha sbagliato di grosso.

L’attrito con Renzi sembra essere irrecuperabile, fintanto che il Premier durante la segreteria Pd criticava il suo metodo di lavoro. Rapporto maggiormente inasprito durante l’estate, nonostante lunedì ci sia stato l’incontro a Palazzo Chigi proprio con Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan per individuare i tagli da fare ai ministeri. Il problema politico era stato evidenziato già durante la campagna elettorale delle europee, dove Renzi ha più volte smentito Cottarelli escludendo qualsiasi ritocco sul capitolo pensioni.

Un commissario che, pur ricoprendo un ruolo importante, “non decide nulla” il compito è “solo di fare proposte”. Il suo incarico triennale si chiude nemmeno ad un anno dall’insediamento: convocato da Enrico Letta il 23 ottobre 2013, previsto dal “decreto del Fare”, da ottobre 2014 dovrebbe tornare al suo impiego al Fmi. Al suo posto, molto probabilmente, Yoram Gutgeld, presente al vertice di lunedì. L’addio, forse, è previsto appena dopo la presentazione della legge di Stabilità, il 15 ottobre.

Scrive ancora il Corriere che Cottarelli “Andrà via senza polemiche che possano gettare luce negativa sul governo italiano, invocando tra gli altri, motivi di natura familiare”. Sull’utilità del commissario e sulle scelte su cosa toccare, però, il premier fu molto chiaro che si sarebbero trattate di “scelte politiche, non tecniche”, ha specificato Renzi.

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.