Nuovo round del match senza fine tra Stefano Fassina ed il Premier Matteo Renzi. Dopo il retrofront post-primarie –“Renzi l’avevo sottovalutato” e ancora “è l’uomo giusto al posto giusto”– si riaccende la polemica fra l’esponente democratico, bersaniano di ferro, ed il Presidente del Consiglio, dopo le dichiarazioni al vetriolo di D’Alema e Bersani di settimana scorsa ed il duro scontro dialettico fra il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, e Filippo Taddei, responsabile economico della segreteria del Partito Democratico.

“Forse hanno trovato la formula per la moltiplicazione dei pani e dei pesci a Palazzo Chigi e quindi nella Legge di Stabilità avremo grandi sorprese. Ritengo che sia impossibile sul piano politico tagliare 15 o 20 miliardi di spesa. Se si cercasse di farlo, si aggraverebbe la condizione economica del Paese, oltre a intervenire in modo molto negativo su Welfare, spesa sociale, spesa per la Sanità e per la Scuola”.

Queste le dichiarazioni dell’ex sottosegretario, intervenuto ad Agorà Estate, su Rai3. Stefano Fassina ha, inoltre, auspicato ulteriori manovre espansive da parte del Governo, tra cui un’estensione del bonus irpef di 80 euro alle partite iva attualmente scoperte e ai pensionati ed un allentamento del patto di stabilità interno per i Comuni, allo scopo di far ripartire i piccoli cantieri.

Ma l’attacco, tutto politico, non si limita ai tagli: “se si fa la cancellazione dell’Articolo 18, come il Presidente Renzi ha annunciato al Sole24Ore, torniamo all’Agenda Monti” e, ancora,Se le risposte rimangono di continuità con l’agenda della Troika e con le posizioni di Berlino, non riusciamo a rianimare l’economia, l’occupazione, le imprese e anche il debito pubblico”.

Lo scontro interno ai democratici, insomma, sembra rinverdirsi anche questa settimana, proprio mentre si avvicina il tanto atteso rimpasto della segreteria democratica del prossimo 12 settembre.

Nicola Lombardi