L’Europa non rinuncia al rigore, la notizia di oggi è che a Strasburgo Jean-Claude Juncker ha presentato i ventotto componenti della Commissione europea da lui presieduta che conterà diciannove maschi e nove donne. Grazie alla sua insistenza per la rappresentanza di genere, ha ottenuto tre posti di vicepresidente su sette occupati da donne. Uno di questi è spettato a Federica Mogherini (Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza / Vicepresidente della Commissione Europea).

Nei giorni scorsi la stampa chiedeva al Presidente del Consiglio Italiano Matteo Renzi se fosse contento del ruolo ottenuto da “Lady Pesc”. La sua risposta è stata che con questa mossa l’Italia voleva dare un segnale forte perché il Governo voleva un’ Europa dell’unità dei popoli e non dei conti.

Ma con l’unità dei popoli non si risana l’economia italiana né quella europea. Lo sa bene Juncker che ha assegnato al finlandese rigorista Katainen, che viene dalla scuola del rigore economico, il ruolo di responsabile dell’occupazione, della crescita, degli investimenti e della competitività, dopo aver fatto balzare dalla sedia la Cancelliera Merkel scegliendo il francese e socialista Pierre Moscovici agli affari economici, fisco e dogane.

Katainen sarà vicepresidente – con potere di veto – mentre Moscovici commissario, per cui al francese spetta proporre modifiche economiche ed al primo approvare. Collaborazione complicata, dato che i due sono espressione di culture politiche opposte. Ma a risolvere l’intoppo ci pensa lo stesso Juncker, che ha spiegato che spetterà al presidente decidere sulle possibili controversie. Il problema per cui, resta quello che in Europa, nonostante le minuscole aperture, è difficile abbandonare la linea dell’austerità visto che Juncker e Katainen sono rappresentanti del rigore economico nordeuropeo.

Il forte ruolo assegnato all’ex primo ministro finlandese gli consentirà di gestire il nuovo piano di investimenti di trecento miliardi di euro previsto dall’Unione Europea e di avere l’ultima parola sui portafogli di Affari economici e finanziari, Occupazione e Affari sociali, Politiche regionali, Mercato interno e industria, Stabilità finanziaria e Servizi finanziari, Economia digitale, Azione per il clima, Energia e trasporti e Spazio.

A luglio, lo stesso Katainen criticò Renzi, il quale parlava della necessità degli investimenti, allargando, seppure stando nelle regole, le maglie dell’austerità. Ma il “falco” finlandese fu chiaro sottolineando che non vi fosse alcuna possibilità di crescita economica rincorrendo il debito per i Paesi europei salvo il caso in cui potessero permetterselo. Aggiunse che l’Italia avrebbe dovuto continuare la strada delle importanti riforme intraprese dai precedenti esecutivi. Messaggio scritto, impacchettato ed inviato: significa che non si potrà fare ricorso alla flessibilità dei conti come più volte ha detto l’ex sindaco di Firenze. Ciononostante durante la sua conferenza stampa Juncker ha ribadito che i vicepresidenti dovranno collaborare, quindi il Ministro Mogherini potrebbe aprire qualche spiraglio di flessibilità.

Intanto anche la cancelliera tedesca ha ribadito la linea dell’austerità al Bundestag dichiarando che la “Germania raggiungerà il pareggio di bilancio nel 2015” nonostante non cresca più come negli anni precedenti, invitando gli altri Paesi dell’UE a rispettare gli impegni presi dando il suo placet alla scelta di Katainen da parte del Presidente Juncker che lei stessa aveva sostenuto dopo la vittoria del PPE alle europee. Renzi è avvisato.

Ferdinando Paciolla