Prime polemiche per la nuova Italia di Conte. Nei 10 giorni di pausa nazionale dalla Serie A, il tecnico salentino, chiamato a ricostruire la selezione azzurra sulle macerie del disastro lasciato da Prandelli al mondiale in Brasile, ha subito dovuto fronteggiare due casi, più mediatici che altro. In principio ha tenuto banco l’infortunio (nulla di grave)  patito da Chiellini prima dell’amichevole di Bari contro l’Olanda, che ha fatto infuriare la Juventus tanto da richiamare a Torino il giocatore, già in partenza per la trasferta di Oslo con il resto del gruppo azzurro, anche se solo da spettatore. Ora, è la volta del caso Lotito.

Più una nota di colore che altro, quella di Lotito, ma che ha causato non pochi malumori nell’ambiente azzurro. L’accusa nei suoi confronti è l’eccessivo presenzialismo nel ritiro azzurro: in ritiro, in albergo, durante l’allenamento di rifinitura il giorno prima della partita contro l’Olanda, addirittura in campo, o in panchina con il neo-Presidente Tavecchio e a colloquio con il presidente del Bari, Gianluca Paparesta, padrone di casa al San Nicola. Qualcuno ha perfino detto di averlo visto negli spogliatoi.

Una presenza sin troppo ingombrante per molti giocatori dell’Italia, seccati per le visite del presidente della Lazio e Consigliere Federale, di cui non capiscono l’intrusione e che qualche strascico se l’è portato dietro. A cominciare dai senatori, che hanno manifestato il loro disappunto nemmeno troppo velatamente.

Su tutti, Daniele De Rossi. Senza troppi giri di parole, come nel suo stile, il centrocampista giallorosso si è tolto qualche sassolino dalla scarpa all’indomani della vittoriosa trasferta in Norvegia, dicendo:

Io preferisco avere meno gente possibile intorno, mi dicono che è giusto che alcuni consiglieri stiano lì, sono 21 e speriamo che non vengano tutti. Ma se ho fastidi personali, non vuol dire che siano anche del gruppo”.

Lecito pensare che sia anche una questione di campanile, tra il romanista e il presidente bianco-celeste. A cercare di buttare acqua sul fuoco ci ha pensato il neo-ct Conte, che prima della partita in terra scandinava ha parlato della vicenda, dichiarandosi rispettoso del ruolo di Lotito nello staff della Figc, esaltandone anche le caratteristiche vulcaniche e positive del personaggio, ma mettendo anche in chiaro un concetto semplicissimo, per quanto riguarda l’aspetto tecnico:

“In Nazionale comando io”.

Il presidente della Lazio, salito alle luci della ribalta suo malgrado nella dieci giorni azzurra, ha prontamente risposto alle varie polemiche piombategli addosso da più parti:

Non capisco che cosa vogliono e soprattutto che cosa dicono. Parlano senza sapere. Chi chiacchiera farebbe bene ad informarsi. Mi hanno votato all’unanimità, mica mi ci sono messo da solo! Io posso entrare dove voglio. Me lo consente il mio ruolo di consigliere federale, io come tutti gli altri consiglieri. Siamo in ventuno,se vogliono venire nessuno può impedire loro di entrare”.

Smentendo però categoricamente, le voci che lo volevano aggirarsi anche negli spogliatoi. Sulle polemiche piombategli addosso riguardo al fastidio dei giocatori, le commenta con un semplice:

Tutta invidia

scherzando poi sulla vicenda della tuta azzurra con la quale è stato visto aggirarsi a Bari, una volta atterrati ad Oslo:

Mi sono portato un giaccone, pare che faccia freddo”.

Una vicenda che non poteva non finire tra le grinfie del web. Così, con molta ironia, sono fioccati i fotomontaggi di Lotito (con la felpa dell’Italia) ospite inatteso di tanti momenti storici,  Presente sulla celebre copertina di Abbey Road con i Beatles, o di fianco al Presidente Obama, al fianco di Jacqueline Kennedy, in campo con un De Rossi sbigottito, e addirittura seduto a Yalta nella famosa foto con Stalin, Churchill e Roosvelt e nella celebre “L’ultima Cena” di Leonardo . Un Lotito davvero sorprendente.

Fonte virgolettati: repubblica.it / ilsole240re.com / ilmessaggero.it

Fonte immagine in evidenza: tuttosport.com

Mannarella Michele