Alza la guardia la BCE e, nel bollettino mensile di Settembre, invita i governi di Spagna, Francia e Italia a fare lo stesso. Ciononostante non varia le proprie previsioni su PIL e inflazione per il biennio ’15-’16, pur ammettendo la sovrastima dei suddetti parametri per il periodo corrente.

Viene riconosciuto il merito delle amministrazioni pubbliche, che riuscendo a consolidare le loro politiche fiscali hanno contribuito (in concerto con le politiche messe in atto dalla stessa BCE) alla riduzione del rischio-paese a alla diminuzione dei tassi di interesse sui debiti sovrani. Contemporaneamente, però, le si invita a mantenere la via intrapresa ed a fare di più per il risanamento delle loro finanze, affermando che nel 2014 il parametro aggregato debito sovrano/PIL dell’Eurozona raggiungerà il suo massimo, prevedendone la diminuzione nel corso del prossimo biennio.

Offre anche un’adeguata spiegazione alla bassissima inflazione che ha caratterizzato il periodo, trovando le cause di questa diminuzione nell’andamento dei prezzi di prodotti energetici ed alimentari. Infatti, il deprezzamento dell’Euro nei confronti delle valute dei principali partner commerciali ed il contestuale apprezzamento del Dollaro nei confronti delle principali valute utilizzate nel commercio internazionale ha generato una riduzione del prezzo del petrolio e quindi un risparmio sul fabbisogno energetico. Contestualmente le sanzioni applicate alla Russia hanno aumentato l’offerta di prodotti alimentari grezzi sul mercato interno influenzandone negativamente il prezzo.

Non mancano le raccomandazioni verso il governo italiano, i cui prossimi impegni sono la redazione del bilancio preventivo e della legge di stabilità, al quale viene riconosciuta la riduzione della spesa pubblica (seppur concentrata sugli investimenti) e consigliato un orientamento delle politiche di bilancio nazionali al rispetto del patto di stabilità, nel tentativo di ridurre il debito delle amministrazioni pubbliche rispetto al PIL.

Per la BCE la grande sfida delle nostre amministrazioni è il conseguimento dell’obbiettivo di disavanzo pubblico per il 2014 (2,6% del PIL), soprattutto alla luce del peggioramento della situazione economica locale, a ciò si aggiunge la raccomandazione specifica per l’Italia relativa alle politiche di bilancio nell’ambito del semestre europeo di rafforzare il percorso di risanamento delle finanze pubbliche.

Marco Scaglione