Fumata grigia per il Csm. A differenza di quanto si pensasse, solo due dei membri del Consiglio superiore della magistratura, su un totale di otto persone, hanno raggiunto il quorum necessario per la nomina.

Una votazione inaspettata, dunque, soprattutto contando i partiti chiamati ad esprimere la propria preferenza che, guarda caso, sono gli stessi che tengono su il patto del Nazareno: Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica e il PD.

Il nome più quotato sembrava quello dell’ex magistrato Luciano Violante, il quale ha collezionato solo 429 voti su 570 per colpa dell’ostruzionismo attuato all’ultimo secondo dai membri di Forza Italia. Chi, invece, è riuscito ad ottenere inaspettatamente la nomina come vicepresidente del Csm è Giovanni Legnini, senatore PD di area bersaniana, viceministro dell’economica e avvocato civilista.

I renziani sono stati fortunati: dei nomi presentati è riuscito a spiccare sensibilmente quello di Giuseppe Fanfani, nipote del ben più celebre Amintore Fanfani ed ex membro dell’ormai estinta Margherita. Tuttavia, si mormora a Palazzo Chigi, Renzi ha già pronto sul tavolo una nuova rosa da presentare e i papabili sono un democratico e un forzista, ovvero Augusto Barbera per il PD e Donato Bruno per Forza Italia.

Il nome che non ci si aspetterebbe mai di vedere in lizza è quello del professor Nicola Colajanni, votato online nel mese di luglio dai 5stelle e discendente da una famiglia con una forte connotazione comunista. Nonostante sia arrivato terzo tra le preferenze dei votanti sul blog di Grillo, Colajanni ha subito attirato l’attenzione del PD, il quale, in una trattativa con il M5S, ha dato disponibilità a votarlo in caso di candidatura per il Csm.

Nonostante le nomine per il Consiglio superiore della magistratura siano fortemente in bilico, sul fronte politico non si placano le polemiche tra Anm e Governo. A seguito dei commenti di Renzi sulle critiche mosse dai togati alla riforma della giustizia, il premier avrebbe utilizzato parole che poco sono piaciute all’Associazione Nazionale Magistrati.

«Brrr… che paura. Abbiamo contro Forza Italia e i giudici, mamma mia.» un’esternazione, questa, carica di forte ironia, che i magistrati non hanno esitato a definire come «irridente e umiliante».

Maria Stella Rossi