Il rilancio dell’economia Italiana potrebbe avvenire nella produzione di idrocarburi. Le conseguenze del decreto “Sblocca Italia”, difatti, sarebbero un raddoppio delle entrate per Stato e Regioni soltanto in tasse e royalties, per una cifra che si aggira intorno al miliardo e mezzo di euro.

In Italia vi sono giacimenti petroliferi in Basilicata (in Val D’Agri c’è il più grosso giacimento di petrolio su terra ferma di Europa), come anche in Abruzzo, Piemonte, Lombardia, Veneto e nel Mare Adriatico.

All’articolo 71 il decreto “Sblocca Italia” cambierebbe il mercato dando la possibilità di rilasciare un “titolo concessorio unico“, un singolo permesso sia per esplorare che per estrarre carburante; inoltre ci sarebbe il rilascio dell’autorizzazione mineraria direttamente dallo Stato, e non più dalle Regioni, ed inoltre la ricerca e coltivazione di idrocarburi avrebbe la patente di “Attività di pubblica utilità, urgente e indifferibile”. Ciò dovrebbe far riprendere quindi le esplorazioni dei giacimenti, che è ferma addirittura dal 2012.

Sarebbero pronti già oltre quaranta progetti, con investimenti previsti intorno ai quindici miliardi di euro in piani di cinque-sei anni, per un rilancio generale dell’occupazione. I progetti sono stati presentati dalle maggiori compagnie petrolifere del globo e nazionali, dall’ENI (che da solo si occupa dell’80% della produzione nostrana) fino alla SHELL, TOTAL, EDISON, ENEL, e via dicendo. Si prevede di ridurre l’importazione di idrocarburi dal 90% del nostro fabbisogno al 54%.

Gli Irlandesi di Petrolceltic, pronti ad avviare esplorazioni in Abruzzo, hanno espresso il loro apprezzamento per l’azione del Governo Italiano, auspicando che i provvedimenti riescano ad “Allineare ai livelli europei i tempi di autorizzazione“, rilanciando così sviluppo ed occupazione.

L’altra faccia della medaglia è la volontà delle Regioni di ricorrere alla Corte Costituzionale, visto che il decreto andrebbe a toccare le competenze di Stato e Regioni previste nel Titolo V della Costituzione, mentre Legambiente parla di “politiche scellerate di produzione energetica” portate avanti dal Governo presieduto da Matteo Renzi.

Ma i presupposti sembrano quelli di una volontà generale di proseguire lungo il corso solcato, che porta l’Italia a divenire, potenzialmente, il “Texas d’Europa”.

 

Fulco Pier Gaetano