Il mattino ha l’oro in bocca e pure la forza di mettere in chiaro le cose sin dall’inizio. Chiamparino ha dato ascolto al proverbio, cercando di farsi capire a modo suo: “Con il governo abbiamo siglato in agosto un patto d’onore sulla sanità, se si rompe viene meno il rapporto di fiducia e collaborazione”. Più limpido di così. No al taglio chirurgico, quindi, le forbici decurterebbero il 3% di ogni ministero. Sanità compresa.

Fine settimana saltato per tutti, niente sole (visto anche il meteo, ndr), ci sono 72 ore a disposizione per rintracciare per ogni ministero i tagli da effettuare. I compiti vanno consegnati lunedì, quando il Premier Renzi ed il suo fidato Padoan controlleranno gli errori eventuali. Matita rossa o verde, si vedrà, intanto i problemi della Sanità sono tanti, il governo rassicura che l’intenzione è colpire le inefficienze, ma l’idea di fondo spaventa: i tagli, molto probabilmente, saranno lineari. Ed è quello che intimorisce di più le Regioni, già dissanguate dal patto di stabilità e dai debiti. Un ulteriore risparmio significherebbe intaccare i diritti dei cittadini al servizio sanitario nazionale.

Della stessa idea l’ex leader Bersani: “Il Partito democratico, non può tradire l’universalismo della sanità pubblica. Non affidiamoci alle voci, dobbiamo vedere come si chiude quest’anno, quale è la proposta sul Def. Quando si parla di 16 o 20 miliardi bisogna capire se è sostenibile”. Stesso avviso lanciato qualche giorno fa da Stefano Fassina: “Forse hanno trovato la formula per la moltiplicazione dei pani e dei pesci a Palazzo Chigi e quindi nella Legge di Stabilità avremo grandi sorprese. Ritengo che sia impossibile sul piano politico tagliare 15 o 20 miliardi di spesa. Se si cercasse di farlo, si aggraverebbe la condizione economica del Paese, oltre a intervenire in modo molto negativo su Welfare, spesa sociale, spesa per la Sanità e per la Scuola”.

Il Governo però si difende: “Nessuno vuole tagliare la sanità, ma nessuno vuole gli sprechi. Un esempio sono gli acquisti: non è possibile che lo stesso materiale costi una determinata cifra in una regione e in un’altra è il doppio”. Ministri in fermento, quindi, tanto che Matteo Renzi ha passato la palla proprio a loro, dando la possibilità di rintracciare i tagli (i risparmi, pardon) da fare ai propri ministeri. Carta bianca, ma se non arrivano proposte sarà direttamente Padoan ad intervenire, il cui compito sarà quello di commissariare i ministeri e di provvedere alla Spending Review.

Alla difesa di Palazzo Chigi risponde Chiamparino: “Ne prendo atto con soddisfazione, ma un conto è che si dice che bisogna risparmiare nella sanità attraverso la riorganizzazione e modernizzazione e su questo ci siamo impegnati con il Patto per la salute. Altro discorso è se si vuole ridurre il fondo, lì ci opporremo”. Fondo che prevede, entro il 31 dicembre, 109 miliardi di euro, con un aumento di circa 2 miliardi e mezzo in più l’anno per il 2015 e 2016. Anche Enrico Rossi dice la sua, dalla Toscana, invitando a cercare le risorse “nelle pensioni sopra i 3 mila euro, una cifra alta e più che sufficiente per vivere. La solidarietà non si taglia e per fare giustizia in periodi difficili si chiede a chi ha di più di contribuire”. La Cgil insorge: “Dopo i 30 miliardi di tagli già fatti, aggiungere un altro 3% è insostenibile”.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.