Sono passati tre mesi dalla prima votazione per il rinnovo del CSM, ma le difficoltà nelle camere parlamentari restano. I due indicati dall’alto all’elezione, Catricalà e Violante, stanno trovando enormi difficoltà nel reperire il consenso necessario alla loro elezione.

Catricalà e Violante sono nel mezzo di uno scontro di veti incrociati tra i gruppi parlamentari. Il primo, indicato da Berlusconi, è in seria difficoltà se si conta che il suo avversario nel centrodestra, Donato Bruno, ha raccolto ben 120 voti. Non più semplice la situazione di Violante, il quale non riesce ad essere un nome condiviso da tutto il Partito Democratico, ma nonostante questo il PD insiste sulla sua elezione al CSM.

Questa spiacevole situazione va a danneggiare entrambi gli schieramenti, che non riescono a trovare il modo di far eleggere i propri indicati. Questa situazione è il sintomo di un possibile cambiamento all’interno delle logiche parlamentari. La non elezione dei due al CSM può stare a significare che o i due non sono nomi graditi dalla maggioranza dei due gruppi parlamentari, o che i gruppi parlamentari cominciano a mal digerire le imposizioni che arrivano dall’alto. Se la seconda ipotesi fosse fondata, per Renzi le cose si metterebbero veramente male, con una strada tutta in salita per il Premier, che dovrà affrontare le riforme con una disciplina parlamentare in calo ed un rafforzamento delle fronde di opposizione interna, guidate da D’Alema e Bersani. Si torna, infatti, a parlare di franchi tiratori come nelle giornate della scorsa primavera, quando dei non definiti ‘traditori’ affossarono le candidature al Quirinale, in primis Prodi, costringendo Napolitano a prolungare il suo mandato.

Di sicuro si va a danneggiare la visione, proveniente dall’area grillina, di una maggioranza succube che si allarga fino a Forza Italia dopo il patto del Nazareno. Infatti risulta difficile pensare che l’accordo “strettissimo”, come lo definiscono i grillini, non riesca ad elaborare una strategia per l’elezione dei due prescelti. Certo è che sia Renzi che Berlusconi devono quanto prima sciogliere la matassa entro il week-end, o dovranno seriamente pensare di proporre qualche nome più gradito al CSM.

Francesco Di Matteo