La recente discesa del prezzo del petrolio, stabilmente al di sotto dei 100 dollari al barile, è sintomatica di una condizione ormai duratura di bassa crescita e domanda debole; al punto che l’AIE, l’Agenzia Internazionale per l’Energia, ha tagliato di 65mila bg (barili al giorno, ndr) le sue stime di incremento per l’intero 2014: stima che, adesso, si aggira intorno ai 900mila bg.

La domanda di petrolio dipende da numerosi fattori, ma in buona sostanza è assimilabile alle previsioni di crescita dei Paesi consumatori; e, in un quadro che vede l’Europa prossima alla deflazione, la Cina più debole del previsto, e gli Stati Uniti rigidi nella loro politica energetica di produzione interna, tutto lascia pensare che i consumi resteranno al di sotto delle stime sia per il 2014 che per il 2015.

Questa, in sintesi, la prospettiva tracciata dall’AIE alla luce dei recenti sentiment di mercato. Se osserviamo gli scenari macroeconomici, del resto, tutto sembra confermare quest’ipotesi: in particolare, in Europa le ultime dichiarazioni del presidente della BCE Mario Draghi hanno posto l’accento su “una crescita che perde slancio”; mentre negli USA, l’incremento nella produzione di shale oil con la diminuzione delle importazioni sembra creare qualche timore persino nel regno dell’oro nero, l’Arabia Saudita. A partire da giugno, infatti, l’export dalla penisola arabica verso il mercato americano ha subito un netto calo, passando da una media di 1,4 milioni bg ad “appena” 1 milione: cifre che fanno da perfetto contraltare a quanto annunciato mercoledì scorso dai vertici di Riyadh, che hanno deciso di ridurre la produzione di 400 mila bg.

“Il recente rallentamento della crescita della domanda è semplicemente notevole”, enuncia il bollettino mensile AIE, e le previsioni non sono certo ottimistiche. Resta da vedere quale sarà la reazione dei Paesi OPEC, nonostante le smentite di rito, su possibili decisioni di taglio della produzione per salvaguardare il livello dei prezzi. In Italia, intanto, si attende ancora che le compagnie petrolifere adeguino il prezzo dei carburanti sulla scia dei recenti ribassi (leggi qui).

 

Emanuele Tanzilli