In Emilia Romagna il Pd rischia di diventare Partito Democrack. Roberto Balzani, nella giornata di ieri ha consegnato le firme per presentarsi alle primarie previste per il 28 settembre. Per ora la sfida è a due, ma non si escludono candidature unificanti, ad esempio il sindaco di Imola: Manca.

Se Renzi a Porta a Porta non si è espresso sui propri fidati sulla questione delle spese pazze in regione, di certo non attende a mandare messaggi per vie traverse, tanto che lo stesso Balzani suona il campanello d’allarme rispetto alle manovre che vedono calare assi direttamente da Roma.

Balzani si augura “che non vi siano spazi per briscoloni o altre amenità imposte o pensate in contesti esterni alla Regione e comunque espressione di una democrazia che si vorrebbe guidare dall’alto e non riconoscere dal basso, nel confronto trasparente delle figure e delle posizioni”.

Alla festa dell’Unità, Bonaccini ha espresso la sua buona fede, cercando di entrare in empatia con il pubblico – molto freddo – difendendo la sua posizione e spiegando che quei soldi erano stati utilizzati solo per attività istituzionali. Intanto il suo legale ha presentato l’istanza di archiviazione, cercando di aiutare a dare una sterzata alle indagini.

Ma i nomi nella rosa del Pd potrebbero essere diversi, si parla di un ritorno di fiamma di Bersani, il quale però nega in maniera netta. Delrio sarebbe la scelta migliore per i democratici, ma il sottosegretario non sarebbe per niente intenzionato a muoversi dal Parlamento.

Il punto interrogativo resta e le primarie si avvicinano, ma non si escludono possibili colpi di scena. Bersani, smarcandosi, ha dichiarato che Roma deve “ascoltare il Partito in Emilia Romagna”, suggerimento chiaro e netto, che cerca di evitare polemiche con l’ingresso in campo direttamente del Segretario.

Ma l’asso nella manica di Bersani sarebbe proprio Manca, che sarebbe stato il candidato iniziale “unificante” prima della lotta intestina. I democratici ci hanno abituato a questa dialettica interna, infatti Bersani ha calmato le acque dicendo: “i problemi sono sempre stati superati puntando sul collettivo, e poi non c’è problema, perché a noi non ci ammazza nessuno”. Se non li ammazza nessuno come hanno smacchiato il giaguaro, non c’è da sperarci molto, però.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.